La banca centrale filippina potrebbe decidere di prendere una pausa dopo aver ridotto il tasso di interesse di riferimento in entrambi i meeting tenuti dall’inizio dell’anno, i prezzi del petrolio elevati rischiano infatti di stimolare l’inflazione: questo è quanto ha dichiarato questa mattina il governatore della banca centrale Amando Tetangco.
«La pausa ci dà il tempo di digerire e monitorare l’impatto delle azioni politiche del passato e di prendere in considerazione altri dati pertinenti», ha dichiarato Tetangco in una dichiarazione via e-mail lo scorso 10 marzo. «Una pausa è sempre all’ordine del giorno, come lo sono le altre mosse politiche», ha aggiunto.
Bangko Sentral ng Pilipinas ha tagliato i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale in ciascuna delle ultime due riunioni di politica fiscale, portando il tasso di prestito al 4%, il livello più basso da un anno a questa parte. Le Filippine hanno ridotto gli oneri finanziari nel tentativo di sostenere il rallentamento della crescita e scongiurare gli effetti destabilizzanti che potrebbero essere determinati dalla crisi del debito in Europa nell’economia globale.
I prezzi del greggio hanno finora guadagnato circa l’8% quest’anno, un salto che rischia di esercitare notevoli pressioni sui prezzi, in una nazione che soddisfa le proprie esigenze petrolifere quasi esclusivamente con le importazioni. L’ inflazione è comunque scesa a febbraio al suo livello più basso su base biennale.
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