Il gruppo Fiat Chrysler, al pari di altre case automobilistiche ha intenzione di riavviare la sua produzione in USA a partire da giorno 18 maggio. Tuttavia nelle ultime ore si sono diffuse notizie secondo cui diversi lavoratori sono stati rimandati a casa presso uno stabilimento di assemblaggio di Fiat Chrysler nella zona nord di Detroit con sospetti casi di COVID-19. Mercoledì scorso, la direzione di FCA ha confermato un caso.

Fiat Chrysler: in USA lavoratori preoccupati da alcuni casi di COVID-19 tra i dipendenti del gruppo

I lavoratori stanno segnalando su Facebook che uno dei capi reparto della fabbrica è risultato positivi a COVID-19 dopo essere tornato a lavoro per preparare la fabbrica al riavvio della produzione. Questo ovviamente ha allarmato molto i dipendenti di Fiat Chrysler che temono che la riapertura della fabbrica in USA sia prematura vista la situazione.

Ovviamente le critiche e le perplessità dei lavoratori hanno ricevuto il sostegno dei rappresentati del sindacato United Auto Workers mentre il governatore democratico del Michigan Gretchen Whitmer ha dato il proprio assenso a FCA per la riapertura delle fabbriche.

«Le persone sono preoccupate di dover tornare a lavoro e poter così essere contagiate dal virus COVID-19.» Riferisce la UAW che ha richiesto che l’intero staff di Fiat Chrysler venga testato per COVID-19 prima di tornare a lavorare. Vedremo dunque quali saranno le risposte di FCA e se quanto sta accadendo in Michigan porterà o meno ad uno spostamento della data di riapertura delle fabbriche in USA.

Ricordiamo che di recente Fiat Chrysler ha dichiarato di aver adottato tutte le misure precauzionali per garantire la sicurezza e la salute dei propri dipendenti all’interno dei luoghi di lavoro, con barriere, mascherine e garantendo il distanziamento sociale dentro le fabbriche.