Quando Tesla, qualche giorno fa, ha annunciato un investimento da $1,5 miliardi sul bitcoin e ha fatto sapere che inizierà ad accettarlo come metodo di pagamento per i suoi prodotti, il prezzo della valuta virtuale è schizzato a livelli record.

Forse non tutti sanno, però, che la società di Elon Musk è già stata anticipata. Usare bitcoin per comprare un’auto è già possibile, e l’Italia ha il primato in Europa.

Ferrari 360 Modena venduta in bitcoin: il primato in Italia

Qualche giorno fa a Padova è stata venduta la prima Ferrari 360 Modena a un ricco acquirente che ha pagato in bitcoin.

La vendita è avvenuta presso la concessionaria di auto sportive di lusso Veloce Classic e l’operazione è stata resa possibile grazie alla partnership con tinkl, società fintech del gruppo The Rock Trading - Digital Rock Holding SpA che ha progettato e sviluppato il primo processore di pagamenti in bitcoin.

Aziende, imprenditori e possessori di P.Iva possono accettare pagamenti in bitcoin ricevendo bonifici in euro, senza incombenze gestionali e non entrando mai in contatto diretto con la criptovaluta. La transazione viene processata nel giro di poche ore.

L’auto è stata venduta a 76.000 euro, circa 2 bitcoin al cambio attuale.

“Siamo compiaciuti e molto soddisfatti di aver risposto, grazie al nostro servizio a costo zero per il commerciante, a una precisa esigenza dell’acquirente, a maggior ragione in un momento storico estremamente particolare”, commenta Daniele Pregnolato, CEO di tinkl.it. “Questo accordo può diventare la base per un’ulteriore diffusione della valuta digitale come sistema di pagamento oggettivamente riconosciuto”.

Un trend in crescita

Anche se si tratta di un primato per l’Italia e per l’Europa, non è la prima volta che una supercar viene acquistata in criptovalute.

Ad esempio nel 2018 ad Atlanta, in Georgia (USA), un 35enne milionario ha comprato una Lamborghini Huracan da 200.000$ spendendo 45 bitcoin.

Sempre più produttori e concessionari si stanno mostrando a favore di pagamenti di questo tipo: dopo Lamborghini, anche Bentley, nella filiale di Houston, ha accettato strumenti di pagamento “virtuali” .

Data la continua crescita di bitcoin & co. e la progressiva adozione da parte di numerose aziende, non è difficile pensare che il settore dell’automotive in futuro sarà uno dei primi ad adeguarsi e a rendere gli acquisti tramite criptovalute la “normalità”. È solo questione di tempo.