Fakey pattern e rapporto rischio/beneficio nel trading

Segnali operativi e gestione del rapporto risk/reward: quale soluzione è preferibile?

Fakey pattern e rapporto rischio/beneficio nel trading

La comparsa di un netto segnale operativo, generato da specifici pattern di analisi tecnica (in genere derivanti dall’applicazione della teoria della candlestick analysis), non è di per sé sufficiente a garantire al trader un iniziale grosso vantaggio competitivo. Vanno considerati anche altri fattori tecnici, come la volatilità e la dimensione del range della candela di setup, la presenza di livelli tecnici nelle immediate vicinanze che potrebbero ostacolare la buona riuscita del rade e così via. Un elemento chiave di valutazione è sicuramente il rapporto rischio/beneficio, la vera pietra miliare del money management e forse dell’intero sistema di trading.

Se si decide di mettere a rischio una certa quantità di euro, è fondamentale aspettarsi un guadagno molto superiore a tale rischio iniziale. Per lo swing trading viene in genere individuato intorno a 1:2, nel position trading 1:3. Si tratta di valori generali, ma – per esperienza – so per certo che per ottenere extra-guadagni sul mercato è spesso necessario alzare l’asticella del rendimento atteso, altrimenti si rischia di “galleggiare” in una condizione di incertezza di lungo periodo rischiando di venire risucchiati in pericolose strisce negative che potrebbero dilapidare guadagni di settimane.

Un buon rapporto rischio/rendimento per lo swing trading sarebbe 1:3, anche se ciò comporta più sofferenza nella gestione del trade e più tempo speso a mercato. Il grafico mostrato in alto sul cross AUD/NZD mostra un bel segnale operativo, qual è il fakey pattern, e una gestione dell’operazione basata su un rapporto rischio/rendimento di 1:3. Ciò avrebbe portato a un guadagno, ma solo dopo quasi tre settimane dall’apertura del trade. Di converso, utilizzando un’entrata conservativa con ingresso sul pullback intraday dopo la formazione del segnale daily, il risk/reward ratio sarebbe stato di 1:2 nel giro di un paio di giorni.

Quale opzione è preferibile? La prima rende di più nel lungo periodo, ma obbliga il trader a soffrire maggiormente e a tenere bloccati i capitali per molti giorni o addirittura settimane. La seconda modalità di gestione del trade favorisce un cash flow più costante, ma nel lungo periodo è necessario che il sistema abbia una percentuale di profittabilità molto alta.

Alla prossima pillola!

Nicola D’Antuono

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