Fair Play finanziario: funziona davvero?

Marco Tarantino

28 Luglio 2019 - 11:32

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Il Fair Play Finanziario, dalla data della sua introduzione, ha portato a risultati positivi nonostante le critiche ricevute per la sua «flessibilità»?

Per il presidente della Fifa, Gianni Infantino, il Fair play finanziario ha salvato il mondo del calcio da perdite superiori ad 1.6 miliardi di euro. Lo ha dichiarato il dirigente sportivo italiano, dal 26 febbraio 2016 a capo della Fifa, durante i festeggiamenti per i 60 anni della divisione italiana della Lega Pro.
Se la Lega Pro, come tutto il movimento calcistico italiano a livello economico non se la passano benissimo come abbiamo visto, a livello europeo, la Fifa grazie al Fair Play Finanziario avrebbe messo un freno alle perdite dei club andando a creare un sistema più efficiente a livello economico.

I numeri positivi del Fair Play Finanziario

Grazie al Fair Play Finanziario, le perdite del mondo del calcio sono state ridotte drasticamente. Se annualmente i conti per il calcio erano in rosso di 1.7 miliardi di euro, ora tutto è rientrato nella norma grazie a questa regolamentazione.

A rivelarlo è proprio Gianni Infantino: “Chi vuole investire nel calcio, a tutti i livelli, va aiutato. In Serie A e non solo, dunque sta a noi dare delle regole certe. La Uefa ha introdotto il fair play finanziario perché annualmente si perdevano 1,7 miliardi di euro, era necessario mettere un freno e abbiamo introdotto delle regole. Hanno avuto successo perché il calcio non ha più perdite di tale portata, anzi. Noi come Fifa, ora, dobbiamo dare il nostro contributo e far crescere il calcio per club in giro per il mondo, non solo in Europa. Servono regole certe che permettano agli investitori di poter investire, ma anche di guadagnare”.

Ma non solo il calcio maschile, per Infantino un importate traino anche a livello economico sarà rappresentato dal calcio femminile grazie anche al palcoscenico del Mondiale in Francia. Investimenti mirati in questo settore, che a livello culturale ed economico deve crescere ancora. “Bisogna investire, la Coppa del Mondo ha aperto gli occhi a tante persone. In tutto il mondo abbiamo avuto oltre un miliardo di spettatori per quest’evento e bisogna permettere anche al calcio femminile di crescere e svilupparsi. È importante che questo messaggio passi anche nei paesi che non hanno una grande cultura di calcio femminile, è necessario dare a tutti un messaggio di uguaglianza”.

Dunque se il Fair Play finanziario ha aiutato i club a generare utili e non perdite, ora c’è bisogno di un nuovo slancio, rappresentato dal calcio femminile. La Fifa e l’Uefa riusciranno a farlo decollare come o in maniera simile a quello maschile? Per Gianni Infantino è un must.

Lo stesso discorso va fatto per il ruolo dei procuratori e le commissioni date agli agenti: per Infantino questo tipo di mercato va scoperchiato e frenato. La modifica dei regolamenti per gli agenti e procuratori è fondamentale in quanto c’è una assenza di una normativa certa e chiara sui flussi finanziari legati ai trasferimenti dei calciatori. Di che numeri parliamo esattamente? 7 miliardi di euro per i trasferimenti internazionali. Per Infantino è fondamentale cambiare le regole o meglio fissarne alcune chiare, in modo che il movimento del calcio abbia una immagine pulita e chiara. Già da quest’anno, ha promesso il presidente della Fifa, ci saranno novità a riguardo.

Chi è il presidente della Fifa?

Chi è Gianni Infantino? Giovanni Infantino, il suo nome completo, è nato a Briga nel 1970, in Italia. Si tratta di un dirigente sportivo che ha doppia cittadinanza italiana e svizzera. Di origini calabresi, ha abitato a lungo a Domodossola prima di intraprendere l’avventura da calciatore e quindi quella di dirigente sportivo. Nel 2009 è diventato il segretario generale dell’UEFA occupandosi dei rapporti con le forze politiche europee.

Nel 2016 è stato eletto presidente dell’Uefa dopo la caduta di Blatter (dimissionario) per il triennio fino al 2019. Durante il mese di giugno dell’anno in corso è stato inoltre rieletto presidente per acclamazione e resterà in carica per questo motivo per altri tre anni, fino alla scadenza del mandato nel 2023.

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