L’attesissima IPO di Facebook, il più grande social network del mondo con più di novecento milioni di utenti, si è rivelata un flop. Dopo l’esordio in borsa, quando il titolo, a fine seduta, era rimasto in linea con le quotazioni stabilite, lunedì il gruppo di Mark Zuckerberg ha ceduto addirittura il 10,99%, fermandosi a 33,12 dollari per azione, in una seduta che ha visto Wall Street chiudere in positivo. La rivista «Forbes» non usa mezzi termini e parla di «Un fallimento».
La cattiva performance del titolo fa scattare la caccia al colpevole. Alcuni sostengono che il titolo sia sopravvalutato: il prezzo sarebbe, infatti, cinquantaquattro volte superiore agli utili per azione stimati quest’anno. Altri puntano il dito contro la Borsa di New York: i problemi tecnici del primo giorno di scambio avrebbero provocato una perdita di 100 milioni di dollari per i trader.
Secondo alcuni dati di Bloomberg, il calo delle azioni avrebbe comportato per Mark Zuckerberg una perdita di 2,1 miliardi di dollari. Il sito ha poi calcolato che la perdita sarebbe costata a Dustin Moskovitz, socio di Zuckerberg ai tempi di Harvard, ben 560 milioni di dollari, mentre Eduardo Saverin si troverebbe con un capitale decurtato di 220 milioni rispetto a venerdì scorso.
Rimane però un successo legato all’operazione: come hanno sottolineato alcuni analisti, infatti, lIPO ha portato 500 milioni di azioni sul mercato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA