Si alza la soglia di punibilità per il reato di elusione fiscale ma il Fisco assicura: è in arrivo una rivoluzione nel rapporto tra Imprese e Fisco che, in vista del 730 precompilato, fornirà maggiore assistenza.
Mentre migliaia di giovani, specie autonomi e precari, subiranno per il 2015 un vero e proprio salasso tra contributi previdenziali e tasse dovute all’Erario, a causa della nuova disciplina per le partite IVA contenuta nella Legge di Stabilità 2015, recentemente approvata, il mondo dei grandi redditi, di certo più familiare all’attuale Governo, ha già stappato le prime bottiglie di spumante per festeggiare. Nello stesso provvedimento viene, infatti elevata la soglia di punibilità per rendere il reato di evasione fiscale di rilevanza penale: la soglia passa, infatti da 50000 a 150000 euro di imposta evasa, nelle dichiarazioni dei redditi infedeli.
Le nuove soglie di punibilità e la cooperative compliance
Il provvedimento che dovrebbe lasciare le mani più libere a molti contribuenti di fascia medio alta, sarà però controbilanciato da altri provvedimenti contenuti nel decreto delegato che attua la delega fiscale assegnata al Governo che dovrebbero, almeno nell’intenzione del legislatore, rivoluzionare l’approccio tra imprese e fisco.
In base a questa visione estremamente buonista, per non dire ingenua, si dovrebbe passare da un approccio che da punitivo diventa preventivo e che ridurrà il numero delle dichiarazioni infedeli attraverso un’attività di affiancamento alle imprese che sarà messa in campo dall’Agenzia delle Entrate. In altri termini, anche in vista dell’entrata in vigore del modello 730 Precompilato, l’Agenzia delle Entrate affiancherà le grandi aziende, e successivamente anche le piccole imprese, nell’adempimento degli obblighi fiscali.
Grazie a questo affiancamento, che dovrà essere richiesto dalle stesse aziende, l’Agenzia delle Entrate aiuterà i contribuenti (in questo caso le imprese) a non svolgere errori nelle varie dichiarazioni, indicandogli il corretto comportamento da tenere nel pagamento dei tributi.
Questo nuovo meccanismo, che va sotto il nome di cooperative compliance, dovrebbe riconfigurare, almeno nelle intenzioni del Governo, il rapporto tra imprese e fisco e dovrebbe riuscire a fornire maggiori certezze anche alle società straniere che operano in Italia o che stanno pensando, in questo momento, di investire nel nostro Paese.
Le sanzioni
A fianco alla cooperative compliance vengono introdotte anche nuove norme sull’abuso del diritto che regoleranno l’uso distorto di norme legali per aggirare il fisco e viene rielaborata la normativa sulle sanzioni. In tal senso si configurano due possibili situazioni:
- come già segnalato sopra, nel primo caso, la soglia di punibilità per assegnare rilevanza penale alla dichiarazione infedele, passa da 50000 a 150000 euro. Questa nuova soglia sarà valida nei soli casi in cui sia difficile o non si riesca a comprovare il tipo di attività e il tipo comportamento messo in atto per non pagare le tasse dovute;
- nel secondo caso, quello in cui l’intenzione di evadere può essere provata e dimostrata, vengono a cadere tutte le possibili soglie oltre le quali l’evasione diventa penale. In altri termini, quel che farà la differenza non sarà più l’interpretazione errata di una norma ma i trucchi fiscali messi in campo per aggirare quella stessa norma. Saranno quegli stessi stratagemmi fiscali a dimostrare la volontà di evadere e a trasformare, almeno secondo quanto previsto dal legislatore, la dichiarazione infedele (di qualsiasi entità sia) in un reato penale.