Le numerose aste in calendario in Eurolandia, e il concambio del Tesoro italiano, hanno confermato ieri che la raccolta di fondi per tutti gli stati dell’eurozona periferica è ora a buon mercato rispetto a qualche settimana fa, i rendimenti sono limati rispetto ai picchi d’inizio anno. Ma intanto sul mercato secondario, il differenziale tra i titoli di stato periferici e quelli tedeschi ha ripreso ad allargarsi, facendo emergere l’insofferenza degli investitori che speravano in un’accelerazione delle soluzioni a Bruxelles sulla crisi del debito sovrano europeo. I tempi del raggiungimento di un accordo a 27 e a 17 sul «patto di competitività», sui compiti e sulle dimensioni del veicolo salva-stati Efsf sono invece rallentati, dopo l’incontro dei capi di stato dello scorso venerdì.
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