Europa:ulteriore contrazione per il settore manifatturiero. Cresce la disoccupazione.

Raffaele Guerra

02/04/2012

Europa:ulteriore contrazione per il settore manifatturiero. Cresce la disoccupazione.

Il settore manifatturiero dell’area euro ha fatto registrare una contrazione per l’ottavo mese consecutivo a marzo, sostenendo l’impressione che l’economia dei diciassette paesi membri ha continuato a contrarsi nel primo trimestre dell’anno.

Un indice della produzione manifatturiera, basato su un’indagine sui responsabili degli acquisti, è sceso a 47,7 dalla quota di 49 fatta registrare a febbraio, indicando così una contrazione: a dichiararlo è questa mattina la compagnia con sede a Londra responsabile della rilevazione, Markit Economics. Il livello di contrazione non permette certo di essere ottimisti, dato che la soglia dell’indice che separa contrazione ed espansione si attesta a quota 50. Il risultato è comunque in linea con la stima iniziale di Markit. Le cattive notizie per l’europa non si fermano qui, dal momento che questa mattina sono stati resi noti anche alcuni dati sulla disoccupazione. Una relazione a parte ha infatti mostrato che la disoccupazione è salita nell’area euro al 10,8% nel mese di febbraio dal 10,7% dell’ultima rilevazione.

Un indice composito della zona euro è sceso a 48,7 da 49,3 nel mese di febbraio, con un indicatore del settore dei servizi che è scivolato a 48,7 da 48,8, a farlo sapere è stata la stessa Markit il 22 marzo. L’azienda rilascerà una relazione finale il 4 aprile prossimo. Si prevede che l’Ufficio di statistica dell’Unione Europea è pubblicherà i dati di febbraio sulla disoccupazione questa mattina.

Un indicatore manifatturiero tedesco è sceso a 48,4 da 50,2 del mese precedente, il più basso livello toccato negli ultimi tre mesi, ha detto Markit. In Francia, l’indicatore è scivolato a 46,7 da 50.

Nel Regno Unito un indicatore della produzione è probabilmente scivolato a 50,7 nel mese di marzo dalla quota di 51,2 registrata nel mese precedente, a mostrarlo è un sondaggio effettuato da Bloomberg.

L’economia europea è stata impantanata in una grande crisi fiscale negli ultimi tre anni, situazione che ha portato all’inasprimento delle misure di austerità da parte dei governi e che ha spinto le economie di Spagna in Irlanda alla recessione. Mentre i leader europei hanno assegnato alla Grecia un secondo pacchetto di aiuti il ​​mese scorso per contribuire a ristabilire la fiducia dei mercati, il sentimento economico è sceso inaspettatamente a marzo, il che suggerisce che l’economia dell’area euro dovrà ancora lottare per recuperare le forze.
«E ’evidente che nella zona euro, i produttori stanno ancora avendo vita molto difficile, nonostante alcuni provvedimenti di stimolo», ha detto Howard Archer, capo economista europeo di IHS Global Insight di Londra. «La domanda interna è stata ostacolata in maniera significativa dalla stretta di politica fiscale verificatasi in molti paesi della zona euro. Anche il potere d’acquisto dei consumatori si è contratto e la disoccupazione va aumentando».
I dati pubblicati oggi formulano un giudizio di fatto inequivocabile: nonostante le recenti dichiarazioni di alcuni leader europei, compreso il primo ministro italiano Mario Monti, circa un superamento della crisi, l’economia reale dell’Unione Europea ha ancora tutta la strada in salita.