Un sondaggio pubblicato questa mattina ha mostrato che nell’Euro-zona l’attività delle imprese ha registrato un’ulteriore contrazione a febbraio, aumentando le probabilità di una recessione nel primo trimestre dell’anno. Il risultato, il quale indica che l’economia nel suo complesso si è contratta nel mese di febbraio, è l’ultimo di una serie di dati economici di questi ultimi giorni che hanno intaccato la speranza che la zona euro possa evitare una recessione.
Markit Economics, una società di dati, ha detto che il suo Purchasing Managers Index composito per la zona euro è stato ridotto a 49,3 da una stima precedente a quota 49,7. La rilevazione al di sotto del limite dei 50 significa che l’attività delle aziende si è ridotta nel mese di febbraio, dopo un breve periodo di crescita nel mese precedente quando il PMI era pari a 50,4.
L’economista capo di Markit, Chris Williamson, ha dichiarato che la situazione europea è difficile e che la zona euro è già in recessione. La società stima una contrazione dello 0,1% del Prodotto Interno Lordo per il primo trimestre in seguito alla perdita dello 0,3% della produzione negli ultimi tre mesi del 2011.
Williamson ha detto che uno sviluppo preoccupante è la persistente debolezza in Italia e Spagna, le due economie della zona euro rispettivamente al terzo e al quarto posto. La lentezza di queste economie può anche far registrare effetti sulla crescita in altri paesi dell’area euro che tradizionalmente dipendono da scambi all’interno della regione. Il peggioramento in Italia e Spagna potrebbe anche limitare i recuperi in Germania, Francia e in altri paesi dell’Europa settentrionale.
L’attività delle aziende in Italia e in Spagna è caduta ad una velocità maggiore nel mese di febbraio, secondo quanto hanno mostrato le cifre di Markit. La crescita in Germania e Francia, le due più grandi economie, ha rallentato invece nel mese di febbraio, dopo l’accelerazione del mese precedente.
Segni che l’economia della zona euro sia in stagnazione vengono dal fatto che i governi di tutto il blocco valutano di tagliare la spesa pubblica, al fine di frenare i propri debiti ed evitare che i paesi cadano vittime della crisi del debito che ha già portato al salvataggio di Grecia, Irlanda e Portogallo.
Stella Wang, economista di Nomura, ha detto che questi tagli alla spesa potrebbero allontanare l’economia della zona euro dalle prospettive di crescita per qualche tempo.
«Pensiamo che i venti contrari continueranno probabilmente a pesare sull’attività economica dei paesi della zona euro, intrappolando l’area nella contrazione per un periodo prolungato», ha dichiarato la Wang.
I governi dei vari paesi dell’euro- zona e le istituzioni europee dovranno affrontare nel lungo periodo le conseguenze politiche, economiche e sociali dell’austerità, la ricetta che è stata adottata per fronteggiare alla crisi del debito. Le politiche di inasprimento delle condizioni economiche dei consumatori e delle imprese non potranno non far registrare pesanti effetti sull’economia reale: la sfida, ancora tutta aperta, è di saper tenere testa alla crisi e agli effetti delle misure di austerità affinché l’Europa non finisca per affermarsi a discapito degli europei.
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