Europa: disoccupazione al massimo storico. Aumenta l’inflazione, mentre si contrae la manifattura.

Raffaele Guerra

1 Marzo 2012 - 13:16

Europa: disoccupazione al massimo storico. Aumenta l’inflazione, mentre si contrae la manifattura.

Il tasso di disoccupazione della zona euro è salito nel mese di gennaio quasi al punto maggiore da quindici anni a questa parte, mentre si è registrato un incremento anche per quanto riguarda il tasso annuo di inflazione nell’area della moneta unica.
Nel frattempo, febbraio ha fatto registrare una contrazione nell’attività manifatturiera dell’eurozona, situazione determinata soprattutto dalle deboli performance nei paesi al centro della crisi europea del debito.

Secondo le statistiche ufficiali dell’agenzia Eurostat pubblicate oggi, l’Unione europea ha visto il suo tasso di disoccupazione salire al 10,7% dal 10,6% di dicembre. Quest’ultima cifra è stata aumentata dall’iniziale percentuale del 10,4%, così come è accaduto per la rilevazione del novembre dello scorso anno, in quanto Eurostat ha ricevuto informazioni più dettagliate dalle indagini nazionali sulla forza lavoro. I dati hanno deluso le attese degli economisti, i quali avevano previsto un tasso di disoccupazione invariato al 10,4%.

Eurostat ha fatto notare che il tasso di disoccupazione registrato a gennaio è stato il più alto dall’ottobre 1997. Il numero di persone senza lavoro è aumentato di 185.000 unità arrivando così alla quota complessiva di 16,925 milioni: il maggior numero dall’inizio delle rilevazioni nel 1995.
I tassi di disoccupazione variano notevolmente all’interno dell’UE e della zona euro, da un minimo del 4% in Austria a un massimo del 23,3% in Spagna. E variano in maniera significativa anche in funzione dell’età, attestandosi al 21,6% nella zona euro e al 22,4% nell’UE per quanto riguarda i giovani al di sotto dell’età di venticinque anni.

«I dati rafforzano la nostra convinzione che la zona euro è diretto a registrare una ulteriore contrazione almeno nel primo trimestre del 2012», ha detto Howard Archer, economista della IHS Global Insight. La zona euro ha infatti subito una contrazione dell’economia dello 0,3% nel quarto trimestre del 2011, e la Commissione europea ha già fatto sapere di aspettarsi una lieve recessione.

Eurostat ha anche dichiarato che il tasso annuo di inflazione è salito al 2,7% nel mese di febbraio dal 2,6% del mese precedente. Questo movimento di poco più in alto rispetto al suo obiettivo poco sotto il 2% renderà difficile per la Banca Centrale Europea, in occasione del prossimo consiglio direttivo in programma per il prossimo 8 Marzo, di tagliare i tassi di interesse ancora una volta, per stimolare un’economia per la quale appare sempre più probabile l’ingresso nella recessione.

I risultati definitivi delle indagini preliminari hanno inoltre confermato le iniziali indicazioni circa una contrazione nel settore manifatturiero nel mese di febbraio. L’indice di acquisto dei manager è risalito a 49 da 48,8, ma è rimasto comunque al di sotto della soglia minima di 50.

Il triplo colpo registrato dall’economia della zona-euro sottolinea le difficoltà che i responsabili politici devono affrontare per ripristinare la crescita a fronte di programmi di austerità volti a ridurre i livelli elevati di debito pubblico.
La combinazione di più persone senza lavoro e l’aumento dei prezzi nel consumo alimentari rischia di vanificare i provvedimenti di politica economica volti alla crescita che verranno presi nei prossimi mesi, lasciando l’area della moneta unica fortemente dipendente dalle esportazioni.
L’aumento della disoccupazione è probabile che alimenti ulteriormente le proteste contro l’austerità in tutta l’UE. In vista del vertice che prende avvio oggi, i sindacati, raggruppati sotto la bandiera della Confederazione Europea dei Sindacati, hanno organizzato ieri una giornata di protesta, chiedendo di intervenire per creare nuovi posti di lavoro.