Europa: buone le previsioni per le banche inglesi. Nuvole in arrivo per l’eurozona?

Raffaele Guerra

24/02/2012

Europa: buone le previsioni per le banche inglesi. Nuvole in arrivo per l’eurozona?

Banche e titoli bancari continuano a dettare le linee guida e il sentiment, dal momento che il rapporto britannico sul quarto trimestre ha offerto ai mercati i dati del rendimento del settore bancario del Regno Unito.

Le notizie dai due istituti parzialmente statali Lloyds e RBS hanno mostrato due temi in comune: la svalutazione per i crediti PPI e le aspettative ridotte nel breve termine, in funzione di requisiti patrimoniali maggiori e oneri regolamentari.

Il destino del settore bancario del Regno Unito è ora (come è stato suggerito dal direttore di RBS ieri) probabilmente molto correlato allo stato dell’economia del Regno Unito per il resto del 2012. A questo proposito, da parte mia sono molto positivo: sia per l’economia che per le banche.

La situazione nel settore bancario non è, però, così buona in Europa, dal momento che la banca franco-belga Dexia è stata avvertita che potrebbe uscire dal mercato, poichè ha registrato una perdita netta di 11.6 miliardi di euro lo scorso anno e ha fallito nell’ottenere un impegno anche solo per la metà dei 90 miliardi di euro di impegni assunti dai pesi sovrani nel mese di ottobre.

Germania: grande speranza o grande delusione?

Nei giorni scorsi i dati dalla Germania, spia principale dell’economia della zona euro, sono stati frequenti e davvero diversificati. I dati PMI di mercoledì hanno evidenziato la delusione per il settore manifatturiero che domina l’economia, dal momento che il suo ritmo di espansione è rallentato sino a fermarsi. Al contrario, l’indicatore dell’istituto IFO, sul clima generale nelle imprese, ha continuato a migliorare notevolmente.

L’UE ha pubblicato la sua previsione di crescita per il 2012 per quanto riguarda l’intera regione, e il rapporto è decisamente interessante. Naturalmente si tratta di stime indipendenti e alcuni paesi sovrani (come la Spagna, la quale ha dichiarato che la previsione di una caduta dell’1% nel PIL europeo è stata comunque più ottimista rispetto alla sua previsione!) non saranno d’accordo, tuttavia le cifre mettono in evidenza la dipendenza della crescita della regione dalla Germania. L’UE prevede che l’economia tedesca crescerà solo dello 0,6% nel 2012 e per quanto riguarda le altre principali economie, si prevede che solo la Francia registrerà una crescita considerevole.

Le stime più positive sul recupero della zona euro hanno citato il riequilibrio all’interno della zona euro per determinare una maggiore competitività dalla periferia e una maggiore domanda interna dal centro. La previsione sulla fiducia del consumatore tedesco potrebbe invece essere stata scossa questa mattina dalla flessione nei dati sul PIL del quarto trimestre, i quali hanno evidenziato il fatto che la domanda interna è quasi a un punto morto (dopo essere salita dello 0,5% nel terzo trimestre), con importazioni ed esportazioni in calo.

Si può sostenere che il quarto trimestre del 2011 sia ormai di molto tempo fa in termini economici globali, e che l’effetto ricchezza in aumento sui mercati azionari, dominante negli ultimi mesi ha avuto un impatto potenzialmente significativo sulla fiducia e l’attività; in particolare, con l’eliminazione del rischio potenziale di un default disordinato a breve termine nella zona euro.

Credo fermamente che la debolezza economica in tutta la zona euro (e non solo dei paesi partecipanti al programma di Grecia, Portogallo e Irlanda, ma anche di Paesi Bassi, Spagna e Italia) sarà troppa anche per la Germania. Di conseguenza, vedo il 2012 come un anno di «sotto-performance» per l’euro, nonostante il recente entusiasmo.

Un precisazione in più che vorrei fare è che ieri si sono visti ulteriori miglioramenti nel credito ipotecario e, forse più importante, nel settore manifatturiero del Regno Unito.

La sterlina è stata deludente nelle ultime sessioni di trading, ma la situazione di fondo è nella mia mente sempre più positiva. In realtà vorrei far riflettere sulla considerazione di un analista bancario di ieri, che ha detto quanto segue in relazione a RBS (anche se io lo vedo altrettanto rilevante per il Regno Unito in generale): «la discesa verso la normalità è sempre più chiara».