Europa: a proposito della divergenza delle azioni spagnole e tedesche.

Raffaele Guerra

13/04/2012

Europa: a proposito della divergenza delle azioni spagnole e tedesche.

Che inizio irregolare per il nuovo anno in Europa: mentre le azioni tedesche sono state al centro del rally di quest’anno nelle azioni mondiali, le azioni spagnole sono andate sempre più in giù, con un flusso di notizie sempre più negative sul deficit del paese e sul debito. La divergenza tra il DAX e l’IBEX è davvero sensazionale e si attesta attualmente al 27% annuo (vedi tabella sotto).

Oltre al trading a breve termine, le azioni periferiche europee dovrebbero essere evitate. Le loro prospettive economiche non stanno migliorando e i loro bilanci sono gonfi di debiti. Ora, a breve termine, la divergenza tra il DAX e l’IBEX può presentare una buona opportunità di scommettere di nuovo sul restringimento del divario.

Le posizioni DAX hanno colpito i massimi di cinque anni a questa parte, sulle preoccupazioni di crisi in Europa, quindi gli investitori stanno segnalando che il DAX potrebbe trovarsi anche molto più avanti rispetto ad altri indici. In Spagna, i rendimenti stanno andando più in alto, ma non in maniera allarmante e se davvero si riflette «al di sopra del chiasso»: che è strutturalmente cambiato in Spagna a partire da soli tre mesi fa? A nostro parere non abbastanza da giustificare l’attuale divario tra il DAX e l’IBEX. Inoltre, se la Spagna andrà ancora peggio, pensiamo che la Germania sarà colpita più duramente per contagio da un altro salvataggio, il che potrebbe ulteriormente impattare la Cina e, indirettamente, la Germania sul fronte delle esportazioni. Se la mentalità da “caccia” della Spagna si scioglierà presto, allora l’IBEX probabilmente farà un passo indietro.

Insomma, una visione a breve termine sulla riduzione del divario (cioè DAX a breve e IBEX a lungo termine) potrebbe non essere una cattiva idea nel recente «panico» diffusosi in Europa. Naturalmente questo scambio non sarebbe adatto a tutti gli investitori e dipende dalla tolleranza al rischio e dalle posizioni di portafoglio correnti.

Le più deboli richieste iniziali di sussidi di disoccupazione segnano la fine di un trend? Questa è una buona domanda, dal momento che le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione ieri sono uscite a 380k stime mancanti di 355K e con revisioni verso l’alto (10 K) sui numeri della scorsa settimana. La reazione iniziale dei futures USA è stata ovviamente negativa, cancellando i guadagni precedenti. Dato il buon andamento delle richieste iniziali è probabile che le cifre settimanali si consolidino per un po’, fino a quando le aziende diventeranno sempre più rilassate sulle prospettive economiche. Sul lato positivo, le richieste continue hanno continuato a sorprendere, cadendo a 3251K da 3349K nella scorsa settimana.

Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it – Fonte: Tradingfloor.com.