Eurogruppo: definito l’Esm e la bozza del patto di bilancio

Raffaele Guerra

24 Gennaio 2012 - 11:07

Eurogruppo: definito l’Esm e la bozza del patto di bilancio

Il nuovo meccanismo europeo di stabilità (Esm) è pronto. A metterlo a punto sono stati i ministri europei della Finanza sulla base delle decisioni prese nel meeting dello scorso 9 dicembre e in un fase di alta incertezza per le sorti finanziarie dell’eurozona.

Il nuovo meccanisno di stabilità dovrebbe andare a sostituire il vecchio fondo salva-stati (Efsf) e potrebbe entrare in vigore al massimo per il prossimo luglio. Il fondo Efsf, però, resterà attivo fino al 2013; l’Esm, invece, potrà essere attivato con una maggioranza qualificata dei due terzi del Condiglio di Amministrazione costituito dagli stati europei.

Prima che il presidente dell’Eurogruppo, il premier lussemburghese Jean-Claude Junker, rilasciasse le dichirazioni sul nuovo fondo, una bozza che era circolata presso gli organi di stampa aveva già anticipato che l’ammontare complessivo del fondo sarà di 500 miliardi di euro, tenendo anche conto dei fondi provenienti dell’Efsf ancora in vigore. La definizione precisa del fondo, però, slitta a marzo, in linea con il preambolo del docmento che recita: «L’adeguamento del volume totale della dotazione verrà però ridefinito prima dell’entrata in vigore del presente trattato». Al momento le ipotesi avanzate per la ridefinizione non uniscono i leader europeri: c’è chi preme per un aumento, come Mario Monti, il commissario europeo Rehn, il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi e il presidente del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde. Il premier tedesco, invece, si oppone all’eventualità di un aumento e fa una concessione solo sulla possibilità di accelerare i versamenti.

I ministri europei, intanto, si sono confronti anche sulla quarta bozza del trattato sul patto di bilancio. Il testo passerà ora al presidente dell’Unione Europea Herman Van Rompuy, che procederà alla finalizzazione insieme ai servizi giuridici per presentarlo ai leader europei nel meeting previsto per il prossimo 30 gennaio. L’attuale testo prevede sanzioni pecuniarie fino allo 0,1% del Pil per gli stati che non rispetteranno le nuove regole sul deficit; secondo la bozza, a partire dal 2013 riceveranno aiuti solo quei paesi che avranno ratificato il nuovo testo. I Paesi che hanno un deficit superiore al 60% del Pil, fra cui anche l’Italia, dovranno ridurlo del 5% ogni anno, sebbene possano essere considerate come attenuati riforme strutturali varate dai governi nazionali. Per Atene, invece, si prevede un intervento di 130 miliardi di euro fino a quando che però è in sospeso fino a quando non sarà sciolta la pregiudiziale sull’accordo del governo greco con i creditori privati.

Ancora una volta Atene gioca il ruolo di una questione in sospeso e l’intera eurozona, come i mercati finanziari, sono in attesa dell’esito dell’accordo del governo greco con l’Isituto Internazionale per la Finanza che rappresenta i privati, che potrebbero attenuare, con l’acquisto di nuovi bond, la crisi del debito greco.