Euro: tre buone ragioni per credere che il rally potrebbe continuare

Raffaele Guerra

20/03/2012

Euro: tre buone ragioni per credere che il rally potrebbe continuare

La coppia EUR/USD è stata scambiata la settimana scorsa sopra la soglia di 1,3000, dopo che una risoluzione è stata infine raggiunta per la crisi del debito della Grecia e dopo che il secondo pacchetto di salvataggio è stato approvato. Tuttavia alcuni ritengono che il rally dell’euro che abbiamo visto venerdì scorso può essere molto fugace.

Non è escluso. Dopo tutto, sembra un default della Grecia sia stato previsto da molto tempo ed è possibile che i partecipanti al mercato stiano solo esprimendo il sollievo perché questo non è (ancora) successo.

Tuttavia, penso che sia degno di nota sottolineare che ci sono già voci circa un Portogallo che necessita di un piano di salvataggio e che gli operatori apparentemente ignorano.

Questo significa che il rally dell’euro continuerà? Qui di seguito ci sono alcuni buoni motivi per credere che la moneta comune potrebbe spingersi più in alto.

1. Il rapporto COT mostra che le posizioni a breve termine dell’euro sono state riordinate in modo significativo la settimana scorsa.

Il CFTC pubblica il report Commitment of Traders (COT) ogni venerdì. Dal momento che misura le posizioni nette a lungo e breve termine aperte dai trader, molti lo considerano un importante strumento per misurare quanto pesantemente i trader sono posizionati sul mercato.

Confrontando il 13 Marzo con il 6 marzo, vediamo che il numero di posizioni a breve in euro è sceso dalla quota di 16.755 per i trader non commerciali. Certo, alcuni analisti potrebbero dire che questo potrebbe essere niente di più di una semplice copertura o di una breve presa di profitto. Ma potrebbe anche essere che il sentiment del mercato si sta già spostando.

2. Si parla di aumentare la capacità di EFSF e ESM

Ricordate che il fondo di salvataggio temporaneo, EFSF, e quello permanente, ESM, hanno una capacità complessiva di prestito di 500 miliardi di euro. Tuttavia, con le voci che danno il bilancio della Spagna in peggioramento, per la zona euro potrebbe essere necessario espandere i suoi pacchetti di salvataggio.

Un alto funzionario della zona euro ha già suggerito che la capacità combinata dei due fondi dovrebbe essere aumentata a circa 700 miliardi di euro per soddisfare le esigenze della Spagna.
Tuttavia, vada o non vada in porto questo progetto, dovremo attendere i ministri delle finanze dell’UE che si riuniranno per decidere il 30 e il 31 di marzo.

3. Meno gente si aspetta una rottura della zona euro, più investitori sono disposti a detenere obbligazioni PIIGS

Sulla base di un sondaggio condotto da Barclays Capital, il numero degli intervistati che ritengono che una rottura della zona euro sia nelle possibilità è diminuita considerevolmente dopo che la Grecia è riuscita ad ottenere altri fondi di salvataggio. Tra i 700 intervistati inclusi nel recente sondaggio, solo il 40% prevede che almeno un paese verrebbe buttato fuori della zona euro, in calo dal 50% dello scorso novembre.

In effetti, la maggioranza dei clienti istituzionali intervistati ha espresso anche la volontà di tenere le obbligazioni delle Nazioni PIIGS per questo trimestre. Si tratta di un netto contrasto con l’indagine effettuata da Barclays a novembre, che aveva rivelato che quasi il 70% degli intervistati non erano in vena di investire i propri soldi in obbligazioni PIIGS con scadenza nel 2012.

Tuttavia, alcuni intervistati ritengono che il Portogallo o l’Irlanda dovranno ristrutturare il proprio debito quest’anno, ma si aspettano che questo abbia un impatto minimo sull’euro, a differenza della situazione greca.

Per ora, sembra che l’euro sia ancora in alto in seguito alla risoluzione relativamente favorevole della crisi greca. Gli attori del mercato sembrano derivare l’ottimismo dal fatto che la Grecia era in grado di contare su maggiori aiuti e che le altre nazioni della zona euro nel profondo del debito potrebbero contarci altrettanto.

Sebbene i fattori che abbiamo enumerati hanno potuto tenere a galla l’euro nel breve termine, sono ancora molte le incertezze che rimangono nella zona euro. E’ infatti ancora possibile che si sviluppi un’altra grande saga sul debito e si attivi sul lungo periodo un calo l’euro.

Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Piponomics