Nel week-end, con i CDS di Irlanda, Portogallo e Grecia che iniziavano a impennarsi e addirittura lo spread tra il Btp decennale e il Bund di pari durata schizzare fino ai massimi dal 1997 a 190 punti, i leader europei di Germania, Francia, UK, Italia e Spagna hanno dovuto rassicurare i mercati che non ci saranno modifiche al piano salva-Stati e che l’Irlanda non aveva chiesto nessun aiuto. In realtà, si rincorrono voci sul possibile collasso del sistema finanziario dell’ex Tigre Celtica e di uno stanziamento da 80 miliardi di dollari (quindi, molto più alto di quello fatto ad Atene) che nei prossimi giorni potrebbero ancora appesantire il mercato dell’euro. Il cambio euro/dollaro ha bucato il supporto di brevissimo periodo posto a 1,3660 e sembra voler riprendere la strada del ribasso dopo il buon recupero iniziato venerdì mattina. Se le cose dovessero effettivamente peggiorare, potremmo rivedere il cambio in area 1,3570 nelle prossime ore e magari in area 1,35.
Intanto, in Asia buone indicazione arrivano dal Pil giapponese, risultato migliore delle attese, e dallo yen debole (dollaro/yen in area 83) che hanno spinto Tokyo a chiudere con un rialzo superiore al punto percentuale. Oggi sono attesi i dati sulle vendite al dettaglio negli USA, oltre all’indice Empire Manufacturing e alle scorte di petrolio. L’oro quota in area 1.365$ l’oncia.
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