Osservando le performance dei principali listini azionari mondiali si direbbe che la paura sia passata completamente dopo l’accordo da 750 miliardi varato dall’Ecofin domenica notte per salvare Eurolandia da ulteriori attacchi speculativi in grado di minare la stabilità dell’Euro. Abbiamo visto addirittura rialzi a due cifre su alcune piazze finanziarie europee, tra le quali Milano (FTSE MIB +11%) e una buona ripresa dell’Euro nei confronti delle Majors. Tuttavia, il buon andamento della valuta unica europea si è piano piano sgonfiato anche a seguito delle indiscrezioni secondo cui Moody’s potrebbe tagliare ancora il rating di Grecia e Portogallo, portando anche quest’ultimo a un livello “spculative”, mentre sono stati esclusi possibili tagli su Spagna e Italia. L’Euro/Dollaro, dopo aver toccato anche un top intraday a 1,3092, è sceso fino a chiudere millimetricamente il gap up ancora non chiuso a 1,2758.
L’Eur/Jpy ha realizzato un massimo intraday a 122,28 e poi ha cominciato a calare fin sotto area 119. Anche qui potrebbe avvenire una totale ricopertura del gap ancora non chiuso in area 116,80 con possibile allungo almeno fino a 114,60 se i mercati finanziari dovessero perdere terreno a causa di prese di beneficio dopo la straordinaria seduta di inizio ottava.
Attenzione sempre alla delicata situazione della Sterlina, dopo le elezioni che hanno decretato la sconfitta dei laburisti del premier uscente Gordon Brown e la formazione di un governo senza una maggioranza forte. Il Cable, dai minimi di venerdì posti a 1,4476, si è spinto fin sopra 1,5050 ma da questi livelli è partita una forte correzione che ora potrebbe concretizzarsi anche con la perdita di 1,4840 per un target di breve posto almeno a 1,4750.
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