Proposta una settima salvaguardia, 21mila persone in pensione. Inclusi anche lavoratori del settore edile e lavoratori in mobilità da aziende fallite. Tutti i dettagli del piano
Una proposta che piacerà a molti quella presentata dall’onorevole Cesare Damiano e dall’onorevole Marialuisa Gnecchi. I due parlamentari avrebbero infatti studiato, nell’ambito della riforma pensioni prevista per il 2015, un nuovo intervento in favore degli esodati, ovvero soggetti penalizzati dai nuovi requisiti d’accesso al trattamento previdenziale e che si sono trovati senza un ammortizzatore sociale e senza un impiego dopo aver concluso accordi aziendali o con lo Stato per il pensionamento sulla base delle vecchie regole.
A spiegarlo è la stessa parlamentare del PD che parla di una settima salvaguardia con dei requisiti d’accesso uguali a quelli richiesti per le sei salvaguardie precedenti.
I due avrebbero infatti richiesto all’INPS di conoscere il numero delle persone in possesso dei medesimi requisiti di coloro che sono stati inclusi nelle salvaguardi varate nel passato. In base ai calcoli effettuati, una settima salvaguardia proposta per il 6 gennaio 2017 consentirebbe a 21mila persone di andare in pensione. 11.400 sarebbero gli accessi al trattamento previdenziale il 6 gennaio 2018 e 13.800 il 6 gennaio 2019.
In base ai numeri dunque i due onorevoli hanno presentato la proposta per una settima salvaguardia in favore degli esodati, un piano che, a detta degli interessati, consentirebbe a questa sfortunata categoria di andare avanti di un anno. Inoltre si propone di inserire nello stesso intervento anche i lavoratori in mobilità da aziende fallite che, in virtù della mancanza di accordi, sarebbero stati esclusi dai meccanismi precedenti.
Infine, in base alla proposta, verrebbero inclusi nella settima salvaguardia anche i lavoratori del settore edile, che fino ad oggi non sono stati riconosciuti poiché provenienti da un settore diverso.