Elisabetta Trenta: il Ministro della Difesa in conflitto d’interessi per colpa del marito?

Scoppia la polemica per un possibile conflitto d’interesse del Ministro della Difesa: fa discutere il trasferimento del marito di Elisabetta Trenta, Claudio Passarelli, agli uffici degli Affari Generali.

Elisabetta Trenta: il Ministro della Difesa in conflitto d'interessi per colpa del marito?

Il primo giorno a Palazzo Baracchini - sede del Ministero della Difesa - della nuova ministra Elisabetta Trenta ha fatto molto discutere. Uno dei primi provvedimenti attuati dalla Trenta, infatti, è stato richiedere il trasferimento di suo marito - il capitano Claudio Passarelli - dal ruolo di ufficiale addetto alla segreteria del vice direttore nazionale degli armamenti all’ufficio Affari Generali.

Una notizia riportata dall’Ansa secondo la quale - come riportato da fonti vicine al Ministro Trenta - il trasferimento è avvenuto per “questioni di opportunità”.

La figura di Elisabetta Trenta ha suscitato non poche polemiche fin dalla nomina come Ministro della Difesa: l’opposizione del Partito Democratico, ad esempio, ha riguardato alcune voci del curriculum, come ad esempio la sua esperienza nell’Università di Mosca dove è stato affiancato da alcuni ideologi appartenenti alla cerchia di Putin, o anche per il suo ruolo nella SudgestAid, consorzio creato presso la Link Campus University con il compito di reclutare contractor, ovvero esperti privati per consulenze o servizi specialistici di natura militare (una sorta di mercenari).

Uno dei problemi più importanti però ha riguardato il suo matrimonio con Claudio Passarelli, addetto alla segreteria nazionale degli armamenti.

Visto il ruolo di Passarelli - che il PD ha definito come un “alto dirigente del Ministero” - e il trascorso della Trenta nella SudgestAid (della quale è stata Presidente) l’opposizione dem ha sostenuto che per il nuovo Ministro della Difesa ci potesse essere un conflitto d’interesse e per questo inadeguata al ruolo.

Conflitto d’interesse per la Ministra della Difesa?

Secondo Michele Anzaldi - deputato eletto per il Partito Democratico - il caso di Elisabetta Trenta è un chiaro esempio di conflitto d’interesse. Intervenuto su Vita.it, infatti, questo ha definito l’operato del Ministro delle Difesa come una “gestione familistica e privatistica senza precedenti poiché il Ministero non può essere trattato come il tinello di casa della Trenta”.

Per Anzaldi, infatti, la decisione della Trenta di trasferire il marito dalla segreteria del vice direttore nazionale degli armamenti all’ufficio Affari Generali è la chiara dimostrazione che il Partito Democratico aveva ragione quando parlava di “conflitto d’interesse”. Accuse che tra l’altro non hanno ricevuto risposta né dal premier Conte né tantomeno da Salvini e Di Maio.

Il problema è che il trasferimento non è servito a placare le polemiche poiché secondo il deputato piddino ci sono delle chiare incongruenze sul modo in cui questo è stato disposto. Infatti, solitamente la domanda di trasferimento viene avanzata dall’interessato e non dalla moglie, specialmente se questa è allo stesso tempo un suo superiore.

Inoltre, non spettava alla Trenta decidere sulla richiesta di trasferimento, poiché questo era di competenza della “normale filiera decisionale”. A tal proposito Anzaldi ha dichiarato:

“Ci manca solo che la ministra disponga direttamente e ufficialmente un provvedimento per una posizione di livello minore quale quella di un capitano”.

Ma c’è un altro aspetto - probabilmente il più importante - sul quale il deputato del PD ha avuto da ridire: nel dettaglio, secondo Anzaldi dal momento che disponendo il trasferimento la Trenta ha implicitamente confermato che la posizione ricoperta da Passarelli negli armamenti rappresentava un problema, questo doveva essere trasferito presso una struttura militare e non ministeriale. Con il trasferimento agli Affari Generali, infatti, il problema non viene risolto e - almeno secondo Anzaldi - permane il conflitto d’interesse del Ministro Trenta.

La difesa di Elisabetta Trenta

Non è tardata ad arrivare la risposta di Elisabetta Trenta sulle accuse di conflitto d’interesse mosse dall’opposizione.

La Trenta, infatti, ha dichiarato che optando per il trasferimento di suo marito agli uffici degli Affari Generali ha spento “sul nascere ogni sterile polemica promossa in queste ore da alcune forze politiche”.

Nel dettaglio il nuovo Ministro ha smentito il fatto che suo marito si sia occupato di armamenti; allo stesso tempo però, per evitare qualsiasi polemica, ha comunque deciso per il suo trasferimento agli Affari Generali dove sarà affiancato da un dirigente civile che sovrintende alle esigenze organizzative e logistiche del funzionamento del segretariato generale.

Tuttavia, per i motivi suddetti, il trasferimento non solo non ha avuto gli effetti sperati ma ha persino fatto aumentare le polemiche nei confronti della Trenta per le modalità con le quali questo è stato disposto.

Insomma, se da una parte fa discutere l’ultimo provvedimento approvato dalla Ministra della Difesa uscente - Roberta Pinotti - dall’altra non mancano le lamentele per la prima misura attuata da Elisabetta Trenta.

Quest’ultima però avrà tutto il tempo per dimostrare le sue ragioni e per attuare quanto stabilito nel contratto di Governo per il comparto Difesa e Sicurezza, così da far ricredere anche i più scettici.

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