Eliminare il FAP: una pratica illegale che può costare molto cara

12 Marzo 2019 - 12:30

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Non è difficile imbattersi in annunci che propongono di eliminare il FAP e la valvola EGR dalla propria vettura. Attenzione però: si rischiano pesanti conseguenze.

Eliminare il FAP per avere meno noie e più prestazioni dalla propria auto diesel? È la soluzione che qualche meccanico propone per risolvere definitivamente i problemi che talvolta questo dispositivo crea sulle auto a gasolio che ne sono dotate. Una pratica illegale e sanzionata dalla legge, che espone l’automobilista al rischio di multe salate e di una denuncia penale.

Ma perché viene proposto di eliminare il FAP? Prima di rispondere è opportuno capire a cosa serve e come funziona il Filtro Antiparticolato, il dispositivo reso obbligatorio per le auto diesel di nuova generazione con l’obiettivo di abbattere le emissioni di polveri sottili, conosciute con la sigla Pm10 perché di diametro inferiore ai 10 millesimi di millimetro.

La Pm10 (Particulate Matter 10) è composta da polvere, fumo, microgocce di sostanze liquide e da un insieme di particolati altamente inquinanti. Una parte di Pm10 è compsta da particelle ancora più piccole - la Pm2,5 - in grado di raggiungere gli alveoli polmonari e dunque particolarmente pericolosa.

Come funziona il FAP

Il Filtro Anti Particolato è installato nell’impianto di scarico e agisce sui gas della combustione, trattenendo il particolato e immagazzinandolo all’interno del filtro stesso. Periodicamente - e in maniera del tutto automatica - il dispositivo attiva la funzione di rigerenerazione, che consiste nell’iniettare piccole dosi di gasolio per bruciare il particolato raccolto.

L’operazione di rigenerazione del FAP viene effettuata durante la marcia a velocità costante e con il filtro alla temperatura ottimale. Una situazione tipica è la marcia autostradale o quella extraurbana, quando la guida è fluida, senza continue frenate utilizzo del cambio.

Se la rigenerazione non avviene per la mancanza di condizioni, però, il FAP si ostruisce causando una perdita di prestazioni e un aumento dei consumi. Inoltre, i frequenti tentativi di rigenerazione portano ad una diluizione dell’olio motore, con la necessità di sostituirlo con maggiore frequenza.

Per queste ragioni molti automobilisti pensano di risolvere il problema eliminando il Filtro Antiparticolato, soluzione proposta anche da alcuni meccanici e addirittura pubblicizzata online. Quello che non viene spiegato - però - sono le conseguenze: per l’ambiente, per l’automobilista e per il veicolo. Tutte pesanti.

Eliminare il FAP: tutte le conseguenze

Eliminare il Filtro Antiparticolato è una pratica illegale e dannosa, che può portare a conseguenze serie. In primo luogo per l’ambiente: l’eliminazione del filtro comporta un rilascio di Pm10 e Pm2,5. Con conseguenze dannose per la salute, inclusa quelle dell’automobilista e del meccanico che praticano questa soluzione.

L’automobilista che decida di rimuovere il FAP dal suo veicolo, poi deve mettere in conto altre pesanti conseguenze personali:

  • una multa da 422 a 1697 euro;
  • il ritiro della carta di circolazione del veicolo;
  • l’obbligo di ripristinare il FAP sul veicolo.

È importante sottolineare che l’Art. 78 Codice della Strada vieta espressamente modifiche alle caratteristiche costruttive dei veicoli. Quindi eliminare il FAP è illegale così come la rimozione dell’EGR e qualsiasi modifica alla centralina della vettura. Da tempo le Forze dell’Ordine sono dotate di apparecchiature in grado di analizzare i gas di scarico dei veicoli, rilevando e contestando eventuali manomissioni.

C’è infine un’ultima pericolosa conseguenza circa l’eliminazione del FAP: dal momento che comporta un maggiore inquinamento dell’auto, l’automobilista rischia una denuncia penale per un reato che il codice penale punisce con la reclusione da due a sei anni e con una multa da diecimila a centomila euro.

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# Diesel

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