Con l’arrivo della crisi in Europa si parla sempre meno di USA che pure avranno a novembre 2012 l’appuntamento politico per eccellenza: le elezioni presidenziali.
Quest’anno la sfida è tra Barack Obama, presidente per molti aspetti rivoluzionario che però ha bruciato in fretta i suoi crediti dovendo fronteggiare una crisi che gli è piombata addosso con tutta la sua forza sin dall’inizio del suo primo mandato.
Il grande slogan «CHANGE» si è liquefatto di fronte alle esigenze di concertazione proprie della politica che hanno reso le azioni di Obama contro la crisi molto poco radicali ed efficaci (sempre che Obama ne avesse in mente di più coraggiose, non lo sapremo mai).
Fortunatamente per Obama, sul versante repubblicano il candidato Mitt Romney non sembra una figura abbastanza forte da vincere a mani basse: ad oggi, Obama può contare già sulla conquista, quasi certa, di 221 Grandi Elettori, contro i 170 su cui potrebbe plausibilmente contare Mitt Romney. Restano in ballo altri 147 grandi elettori da conquistare su cui giocare la partita.
Obama gode di un’ampia maggioranza di consensi nello stato più grande: la California (55 Grandi Elettori). Ha dalla sua quasi l’intera costa orientale: New York (29), Maine (4), Vermont (3), Massachusetts (11), Rhode Island (4), Connecticut (7), New Jersey (14), Pennsylvania (20), Delaware (3), Maryland (10) e Washington DC (3). È solido nel “suo” Illinois (20 Grandi Elettori) e in altri due importanti stati del Mid-West: il Michigan (16) e il Minnesota (10).
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