Economia globale: preoccupa l’impennata del greggio.

Raffaele Guerra

29 Febbraio 2012 - 10:29

Economia globale: preoccupa l’impennata del greggio.

Il greggio Brent ha posto fine alla sua striscia vincente Lunedi scorso, chiudendo 1,30 dollari al di sotto del prezzo di apertura a 124,17 dollari al barile. Prima di essere entusiasti, però, bisogna sapere che si aggira ancora attorno al suo picco di 10 mesi! Alcuni analisti hanno fatto i calcoli e hanno detto che al ritmo attuale non è difficile immaginare che il petrolio greggio posizioni un guadagno dell’11% a febbraio.

La maggior parte dei guru economici indica le tensioni in Iran come la causa dell’aumento dei prezzi del petrolio. Dopo tutto il paese esporta circa 2,4 milioni di barili dei 4,2 che produce al giorno. Ma dopo la recente battaglia dell’Occidente contro l’Iran, il secondo più grande produttore di petrolio dell’OPEC ha interrotto le esportazioni verso alcuni paesi. Di conseguenza, questo ha frenato l’offerta disponibile di petrolio sui mercati e ha fatto pressione per un rialzo sul prezzo.

E’ sempre una cattiva notizia quando il prezzo del petrolio aumenta?

Certo, a volte l’aumento del prezzo del petrolio può essere attribuito al miglioramento della crescita economica, quando i consumatori hanno più soldi per la benzina. Tuttavia, nella nostra situazione attuale, gli analisti ritengono che i prezzi elevati del petrolio possono esigere un tributo significativo dalla crescita economica globale.

Prendete le economie emergenti, per esempio. Mentre economie che producono energia come la Russia e il Brasile stanno godendo di più reddito per la recente impennata dei prezzi del petrolio, le altre economie dipendenti dall’olio nero potrebbero non essere così fortunate.

Le spese in petrolio di solito occupano una grossa fetta dei costi di produzione dei mercati emergenti. Quindi, se il petrolio continua ad aumentare così velocemente, allora la crescita economica potrebbe presto soffocare. In Ungheria, Thailandia e Corea del Sud le importazioni di petrolio hanno già superato il 5% del loro PIL!

Nemmeno la grande economia degli Stati Uniti è immune. Alcune voci sostengono che la crescita negli Stati Uniti può scivolare dallo 0,2% allo 0,3% per ogni dieci dollari di aumento del petrolio greggio. E con la crisi del debito della zona euro che già bussa alle porte degli investitori, non c’è da meravigliarsi che ci si aspetti un nuovo quatitative easing ancor prima di quanto possa pensare la FED.

L’ultima, ma sicuramente non meno importante preoccupazione per l’aumento dei prezzi del petrolio è il suo potenziale impatto sulla zona euro. Il G20 finanziario ha già espresso le sue preoccupazioni, ed è proprio per questo motivo, probabilmente, che i titoli europei non sono riusciti a muoversi in modo significativo, nonostante i progressi compiuti sul piano del salvataggio greco.

Non abbiamo idea esattamente di quando l’impennata del prezzo del petrolio si attenuerà, ma tutti saranno d’accordo che avverrà presto! Il recente aumento del prezzo della merce è insostenibile e pone seri rischi a ogni economia, indipendentemente dal fatto che può produrre il proprio petrolio o deve importarlo.

Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Piponomics