Economia globale: gli indici di materie prime

Raffaele Guerra

23 Marzo 2012 - 09:30

Economia globale: gli indici di materie prime

Il mondo degli investimenti in materie prime consiste di molti prodotti diversi, di cui tutti hanno dinamiche differenti, che tendono quindi ad offrire una significativa differenza di prestazioni che spesso è difficile da seguire. Al fine comprendere meglio e seguire questi diversi mercati, negli anni sono nati diversi indici che riguardano le materie prime.

Un indice di materie prime investe o registra la performance di un gruppo di prodotti sulla base di regole predefinite. Spesso è la performance di questi indici che viene utilizzata quando si confrontano le prestazioni delle materie prime con altri dati di mercato, quali azioni e obbligazioni. I grandi investitori spesso preferiscono un approccio diversificato, in particolare rispetto alle materie prime, dato l’alto livello di volatilità che si verifica nell’investimento in singoli prodotti. Fondi indicizzati di materie prime aiutano gli investitori a individuare correttamente le prestazioni e il ritorno dei loro investimenti e, grazie alla crescente popolarità delle materie prime, questi fondi sono cresciuti negli ultimi anni.

Due principali indici

I due indici principali sono l’S&P GSCI e il DJ-UBSCI, diventati i riferimenti standard di settore per gli investitori in materie prime. Questi due indici hanno costruito un grande seguito e miliardi di dollari sono stati investiti direttamente nei fondi o attraverso fondi di scambio negoziati che tracciano le loro prestazioni.

Diversa struttura e strategia

L’S&P GSCI, fondato nel 1991, è calcolato in primo luogo su una base ponderata di produzione mondiale ed è composto da 24 materie prime, che sono oggetto di attivi e mercati di futures liquide. Il peso di ciascun prodotto nell’indice è determinato dalla quantità media di produzione ed è progettato per riflettere l’importanza relativa di ciascuno dei prodotti inseriti nell’economia mondiale. Grazie a questa struttura, l’S&P GSCI è fortemente esposto verso il settore energetico con il 71% dell’indice attualmente investito in prodotti che vanno dal petrolio al gas naturale.

Il DJ-UBSCI, fondato nel 1998, ha scelto un approccio più diversificato. L’indice è composto da 20 materie prime fisiche, tutte rappresentate da un mercato attivo di futures. Nessun singolo prodotto può coprire meno del 2% o più del 15% dell ’indice e nessun gruppo o settore può rappresentare più del 33% dell’indice. I coefficienti di ponderazione per ciascuna merce inclusa sono calcolati in conformità con le norme intese a garantire che la proporzione relativa di ciascuna delle materie prime rifletta la sua importanza economica mondiale e la liquidità del mercato.

Attenzione alla trappola Contango

Gli indici investono nei contratto future che più si avvicinano alla scadenza, al fine di conseguire il massimo grado di liquidità e trasparenza. Di conseguenza, devono frequentemente far scivolare la loro posizione in futures verso il contratto successivo. Non solo questo comporta costi commerciali più significativi per l’indice, ma c’è da dire che la forma della curva in avanti influisce sulle prestazioni.

In una situazione in cui il prezzo differito è più alto di quello attuale, l’indice accumula una perdita in quanto acquista il contratto successivo ad un prezzo superiore a quello a cui vende. Questa forma della curva delle futures si chiama Contango e si verifica in una situazione in cui ampie forniture mantengono il prezzo sotto pressione: una cosa a cui abbiamo assistito nel corso degli ultimi anni. Abbiamo inoltre anche una situazione di ritardo, che attualmente si sta verificando per il greggio Brent, in cui la pressione sul mercato fisico aumenta il prezzo al di sopra del prezzo a termine. Questa situazione, che è diventata più frequente nell’ultimo anno, crea un ambiente positivo per l’indice e contribuisce a migliorare la performance complessiva dell’indice stesso.

Diversa composizione - prestazioni diverse

La performance dei due indici ha preso una strada diversa, soprattutto a partire dal più recente punto basso nel mese di ottobre. La differenza del 10% in termini di prestazioni degli indici nell’ultimo anno può essere spiegata dalla loro composizione, dal momento che gli investimenti più redditizi nelle materie prime nel corso degli ultimi sei mesi sono stati indubbiamente registrati nel settore energetico. L’S&P GSCI ha un’esposizione al settore energetico che è più del doppio di quella del DJ-UBS, detiene inotre nell’ambito del settore detiene una quantità molto minore di gas naturale.

Come può essere coinvolto l’investitore al dettaglio?

Come detto in precedenza i fondi di cambio negoziati sono cresciuti in popolarità nel corso degli ultimi cinque anni come modi di investire in tutti i tipi di settori e in mercati diversi, da obbligazioni e azioni a materie prime. I due principali indici delle materie prime di cui si è parlato in questo articolo possono essere investiti in entrambi gli ETF. Molti altri indici, come il TR / J CRB Commodity Index, Rogers International Commodity Index, Deutsche Bank Commodity Index e gli altri rientrano anch’essi neGLI ETF, dando così all’investitore una moltitudine di opzioni.

Traduzione di Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Tradingfloor.comhttp://www.tradingfloor.com/posts/w...