Il fine settimana in arrivo è quello che sceglierà il nuovo campione del mondo della MotoGP. A Barcellona, pista scelta dopo il disastro climatico di Valencia, Pecco Bagnaia e Jorge Martin si sfidano nell’ultimo appuntamento della stagione per decidere chi sarà il vincitore del campionato.
L’italiano è campione in carica e cerca di difendere il proprio titolo, ma è lo spagnolo ad arrivare all’ultima gara dell’anno con un margine di vantaggio importante. La fine della stagione delle moto offre anche l’occasione di dare un’occhiata a quelli che sono alcuni dei numeri della MotoGP.
Da questa stagione è Liberty Media a essere proprietaria del motomondiale e il lavoro che è stato fatto da qualche anno sulla Formula 1 sempre da parte di Liberty Media potrebbe essere una bussola per cercare un orientamento nel futuro delle due ruote. Anche perché i risultati ottenuti dalle quattro ruote negli ultimi anni dimostrano che le strategie adottate dall’azienda americana sono andate nella direzione giusta.
Liberty Media ha quadruplicato il valore della Formula 1
Liberty Media è diventata ufficialmente proprietaria di Formula One Group all’inizio del 2017 con un investimento totale da 4,4 miliardi di euro. Da quel momento la sensazione crescente è stata che ogni Gran Premio disseminato nel calendario in ogni parte del mondo non fosse più semplicemente un appuntamento sportivo, ma un grande show che cercava di unire al suo interno il massimo dell’agonismo sportivo con uno spettacolo complessivo che rimanesse nella mente di tifosi, appassionati e osservatori.
A giudicare da alcune stime recenti di Forbes l’obiettivo sembra essere stato raggiunto. Il valore dell’asset Formula 1 infatti negli anni sarebbe cresciuto di 4 volte rispetto all’investimento iniziale, con un valore che a oggi è stimabile intorno ai 17 miliardi di dollari. E questo nonostante, da un punto di vista unicamente dei risultati sportivi, la Red Bull e Verstappen abbiano spesso monopolizzato gare e stagioni. Un contro senso in apparenza, eppure Liberty Media è stata in grado di attivare altri elementi relativi al circus della Formula 1 in un processo di crescita che sembra essere ancora in corso.
Non solo, perchè anche a livello commerciale la Formula 1 sorride grazie al lavoro di Liberty Media. Dal 2017 infatti si è arrivati al raddoppio di quasi tutti i numeri del Mondiali, come quelli derivanti dalle entrate economiche, fino alla presenza di pubblico nei weekend di gara in giro per il mondo. Nel 2023 Formula One Group ha fatturato 3,2 miliardi di dollari, in crescita rispetto al 2022 in cui la cifra registrata era stata di 2,6 di dollari.
Le intenzioni di Liberty Media con il Motomondiale
L’investimento che è stato fatto da Liberty Media per acquistare la maggioranza del motomondiale ricorda nelle cifre quanto accaduto per la Formula 1. Anche in questo caso siamo oltre i 4 miliardi euro, per la precisione 4,2 miliardi. Il punto di partenza a livello di fatturato è diverso rispetto alle quattro ruote, anche se la tendenza è in crescita. Nel 2023 infatti i ricavi sono stati di 486 milioni di euro rispetto ai 475 del 2022. In crescita anche gli spettatori, i canali social e l’audience raggiunta nel mondo grazie alle trasmissioni televisive.
Fino a qui quello che è stato fatto prima dell’arrivo di Liberty Media che solo da questa stagione ha potuto iniziare a srotolare metaforicamente in pista quella che è la sua strategia per le due ruote. Come per la Formula 1 la sensazione è che l’azienda americana ritenga il Motomondiale una sorta di diamante grezzo che ha potenzialità ancora da esplorare e sviluppare sotto tutti i punti di vista.
Alcune idee sono già emerse nel corso di questi mesi e bisognerà capire il loro sviluppo soprattutto a partire dalla prossima stagione: per esempio ci potrebbero essere delle modifiche per la cerimonia della griglia di partenza e probabilmente si punterà sul campionato del mondo femminile per crescita e sviluppo. La MotoGP inoltre dovrebbe guardare maggiormente agli Stati Uniti (nel 2024 c’è solo Austin in calendario) e all’Asia, uscendo ancora più dall’Europa, provando a entrare in quei Paesi con i migliori diritti televisivi. Tra le ambizioni anche quella di tornare a gareggiare in Argentina a partire dalla prossima stagione.