Gli investitori sono in attesa dell’importante dato sul mercato del lavoro negli Stati Uniti, con la pubblicazione dei non-farm payrolls (NFP) e del tasso di disoccupazione (previsto in aumento al 9,7% dal precedente 9,6%). Intanto, però, sul cambio euro/dollaro alcuni fattori tecnici fanno propendere per una valutazione molto più cauta rispetto alle ultime sedute caratterizzate da una grande forza esplosiva della divisa europea. Il breakout di 1,40 non si è caratterizzato come tale ed è sembrato più che altro una “bull trap”, cioè una trappola per compratori (“tori”, nel gergo dei mercati finanziari, ndr). Inoltre, dopo la prima correzione fino a 1,3856, i prezzi sono tornati a testare l’ex supporto di 1,3960 senza però riuscire a superare questa zona di resistenza. Tra l’altro, sul grafico orario, mi sembra davvero netta la divergenza tra prezzi e momentum che sta facilitando la discesa dei prezzi. Tuttavia, l’euro ci ha abituati a grosse sorprese nelle ultime settimane e non è assolutamente da escludere a priori un nuovo strappo improvviso proprio sul dato di oggi (ore 14,30). Se la situazione dovesse peggiorare, starei attento all’eventuale perdita di 1,3850 prima e di 1,38 poi. A questo punto potrebbe essere iniziato un mini-trend al ribasso con target verso area 1,3650 – 1,3630.
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