E’ ormai in arrivo il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri sullo scorporo di Snam da Eni. Il provvedimento approderà infatti sul tavolo del consiglio dei ministri venerdì prossimo.
Secondo le voci trapelate nei giorni scorsi, la Cassa Depositi e Prestiti dovrebbe rilevare il 30% di Snam grazie al ricavato della cessione di un pacchetto di minoranza di Eni (di cui oggi detiene il 26,37%). Questo, però, non potrà accadere prima che Eni abbia annullato il 9,6% delle azioni proprie in portafoglio, in modo da far salire la partecipazione della Cdp.
Sulla scorta della ristrutturazione, il divario della valutazione di Eni si ridurrà ulteriormente. A permetterlo saranno soprattutto le maggiori risorse provenienti dal Mozambico e una riduzione della leva finanziaria più rapidamente di quanto si era inizialmente previsto.
Secondo gli analisti, dopo lo scorporo di Snam e la vendita del 5% di Galp ad Amorim, l’effetto combinato di cassa per Eni sarà di 7 miliardi di euro. Gli utili del gigante petrolifero scenderà di circa il 7% tra il 2013 e il 2014, l’indebitamento finanziario netto diminuirà invece a 18,6 miliardi di euro, con il rapporto debito netto/utili che dovrebbe registrare una significativa flessione dal 42% al 15%.
© RIPRODUZIONE RISERVATA