Il prossimo 8 settembre a Zurigo verrà presentato l’E-Cat, un apparecchio che da diversi mesi ha attirato le attenzioni di tutto il mondo grazie alla promessa che porta con sè: la soluzione dei problemi energetici dell’umanità.
Che cos’è l’E-Cat
L’E-Cat (Energy Catalyzer) è una macchina che promette di essere in grado di produrre più energia di quanta ne assorbe grazie ad una reazione nucleare «fredda» tra idrogeno e nichel.
Il principio di funzionamento della macchina è tuttora nascosto dai suoi inventori, Sergio Focardi professore dell’università di Bologna e Andrea Rossi, imprenditore classe ’50 che già negli anni ’80 salì alla ribalta con la società Petroldragon, altra start-up del settore green che non mantenne affatto le grandi promesse iniziali.
Sin dalle prime dimostrazioni del duo Rossi-Focardi c’è stata una grande polemica sulle reali potenzialità dell’E-Cat e sul rigore scientifico delle dimostrazioni stesse. Tuttavia Rossi ha proseguito per la sua strada, ha raccolto fondi e creato i primi siti produttivi e sembra essere pronto a mettere sul mercato i primi E-Cat nei prossimi mesi.
Energia pulita e a basso costo per tutti
Se le promesse fossero mantenute e l’E-Cat si rivelasse funzionante e sicuro si avrebbe una svolta epocale per l’economia mondiale.
Se, come pare, l’E-Cat nascerà come un apparecchio «domestico» in grado di produrre energia per singole unità abitative (utilizzabile poi per riscaldamento e utenze elettriche), è già prevista la nascita di centrali basate su E-Cat in grado di moltiplicare letteralmente l’energia prodotta da centrali tradizionali al costo di quantità relativamente piccole ed economiche di nichel e idrogeno.
La disponibilità di una tecnologia di questo genere renderebbe le economie mondiali decisamente meno dipendenti dal petrolio o dalle centrali nucleari tradizionali, modificando sostanzialmente gli equilibri economici e geopolitici oltre alla vita di ciascuno di noi.
Non resta che attendere le prossime settimane per verificare se siamo di fronte ad una rivoluzione epocale o a quella che potrebbe essere a tutti gli effetti la bufala del secolo (almeno per ora).
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