Il governatore della Banca d’Italia e presidente del Financial Stability Board, Mario Draghi, invita i leader finanziari dei venti paesi più industrializzati del globo a tagliare il nastro di partenza delle riforme finanziarie necessarie al fine di evitare il ripresentarsi, in futuro, di spiacevoli “effetti domino” a danno delle economie dell’Eurozona e, di riflesso, all’economia globale.
Dopo l’attuazione (seppur graduale, onde evitare traumi) dei severi regolamenti su capitali e liquidità designati dal “Nuovo Accordo sui requisiti minimi di capitale”, direttiva meglio nota come “Basilea 2”, i Venti dovranno adesso votare l’approvazione delle norme che prevedono un rafforzamento patrimoniale degli istituti di credito, le quali avranno effetto a partire dal 2013 per concludere la transizione nel 2019.
La nuova riforma, denominata “Basilea 3”, è stata definita “necessaria ma non sufficiente” dallo stesso Draghi, che riconosce la falla sulla regolamentazione relativa ai rischi delle Sistemically Important Financial Institutions, istituti creditizi e finanziari il cui fallimento potrebbe influenzare l’intero sistema finanziario internazionale.
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