Dopo una mattinata che ha visto l’euro mostrare i muscoli non solo contro il dollaro americano, ma anche contro yen, sterlina e franco svizzero, si è passati a una fase positiva per dollaro e yen. Dalla pubblicazione dei dati macroeconomici delle ore 14,30 e poi con l’apertura (più che positiva) di Wall Street, il mercato è tornato a comprare dollari americani e, in parte, yen, mentre sono partite le vendite sull’euro. Le nuove richieste di sussidi per la disoccupazione sono risultate in calo di 23mila unità rispetto alla settimana precedente a 452mila (attese: 450mila). Il superindice, cioè l’indice guida dell’economia americana, è cresciuto dello 0,3% a settembre in linea con le attese degli analisti. Tuttavia, secondo gli esperti del Conference Board, cioè l’istituto di ricerca che elabora questo indice, l’economia sta crescendo a un passo troppo lento. L’indice FED di Philadelphia, che misura l’attività economica di questo distretto, è salito a 1 punto a ottbre rispetto a - 0,7 di settembre. Le attese erano però per un valore più alto (1,4 punti). Domani c’è grande attesa per l’indice IFO tedesco a ottobre atteso a 106,5 punti.
Il cambio euro/dollaro è sceso dai top di area 1,4050 fino a 1,3950 e ora sta cercando di ritrovare la forza per reagire e tornare ad avvicinarsi ad area 1,40. Se la debolezza dovesse continuare è lecito attendersi un ulteriore approfondimento ribassista fino a 1,3930 prima e addirittura sull’importante supporto di 1,3870. In forte calo anche l’oro che sta testando di nuovo il supporto di area 1.330$.
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