Dmitrij Mendeleev, chi è l’inventore della tavola periodica degli elementi

Storia e curiosità su Dmitrij Mendeleev, l’uomo che ha inventato la tavola periodica degli elementi e non solo.

In occasione del 182° anniversario della nascita di Dmitrij Mendeleev, Google ha voluto omaggiare il chimico russo con un elegante doodle. Vediamo chi è stato questo geniale personaggio e perché oggi è così importante (non solo per chi studia chimica).

Dmitrij Ivanovič Mendeleev nacque nel 1834 a Tobol’sk, la storica capitale della Siberia occidentale. Fu un importante chimico russo, noto soprattutto per la realizzazione della tavola periodica degli elementi.

Anche se oggi noi e Google lo ricordiamo soprattutto per questo, Mendeleev non fu solo l’inventore della moderna tavola periodica: favorì anche l’introduzione del sistema metrico decimale in Russia, investigò la composizione dei giacimenti petroliferi e favorì la costruzione della prima raffineria russa (nel 1877 aveva tra l’altro confermato la teoria secondo la quale petrolio e metano sono prodotti dalla trasformazione di materiale biologico in decomposizione in molecole di idrocarburi).

C’è anche una leggenda che lo riguarda, secondo cui nel 1894 Mendeleev, che all’epoca era direttore dell’Ufficio Pesi e Misure a San Pietroburgo, fu autore delle norme tecniche per la produzione di vodka, ancora oggi valide per Polonia, Russia e repubbliche ex-sovietiche, fissandone la gradazione a 40°.

Mendeleev e l’invenzione della tavola periodica

Nel 1867, durante la stesura di un manuale sui principi della chimica, Mendeleev si rese conto che il lettore inesperto rischiava di perdersi in quel labirinto di dati. Era necessario trovare un modo per classificare in maniera chiara e semplice i vari elementi e le loro proprietà.

L’idea della tavola periodica gli venne in sogno, come raccontò successivamente: “Vidi una tavola sui cui gli elementi cadevano disponendosi in ordine secondo una logica. Quando mi svegliai, misi per iscritto tutto quello che avevo visto”.
Qualche giorno dopo ne venne fuori una prima versione della tavola.

L’idea dietro al sogno di Mendeleev era semplice e geniale e cioè che le proprietà chimiche e fisiche degli elementi che ci circondano, dai metalli delle posate che usiamo per mangiare alle sostanze che compongono i nostri corpi, non sono casuali, ma sono invece il frutto di un ordine preciso.

Mendeleev ideò la sua tavola quando erano noti solo 63 elementi, dall’idrogeno all’uranio. L’ordine fu stabilito in base al loro numero atomico (cioè il numero di protoni all’interno del nucleo), e la diversa lunghezza delle righe fu decisa per avere, in ogni colonna, elementi con comportamenti chimici simili.

La classificazione degli elementi prima di Mendeleev

Ma com’erano classificati gli elementi fino all’intuizione di Mendeleev?

Gli studi sugli elementi risalivano agli antichi greci, che avevano organizzato gli elementi del mondo in quattro gruppi: aria, acqua, terra e fuoco. Quest’organizzazione rimase più o meno immutata fino al XVII secolo, quando Robert Boyle spiegò il mondo materiale in termini di elementi, miscele e composti. Poi nel 1789 Antoine Lavoisier pubblicò una lista di 33 elementi chimici.

Qualche anno dopo la presentazione della tavola periodica di Mendeleev, furono scoperti alcuni elementi (scandio, gallio e germanio) che presentavano esattamente le caratteristiche previste dal chimico russo in alcuni degli spazi lasciati vuoti all’interno del suo schema.

Oggi gli elementi noti sono 118, dopo il recente riconoscimento della scoperta di 4 nuovi elementi.

Mendeleev: le altre idee oltre la tavola periodica

Oltre ad aver inventato la tavola periodica, con cui Google lo celebra nel 182° anniversario della sua nascita, Mendeleev rifiutò il concetto di atomo e negò l’esistenza della radioattività.

Per le sue idee riformiste Mendeleev fu a lungo osteggiato dall’impero zarista e nel 1890 lasciò, amareggiato, l’università. Tre anni dopo ebbe la direzione della Camera dei pesi e delle misure, dove rinnovò il sistema russo delle unità di misura.
Morì a San Pietroburgo il 2 febbraio 1907, dieci anni prima della rivoluzione che avrebbe cambiato il volto della Russia.

Nel 1975 il poeta e chimico Primo Levi definì la sua tavola periodica “una poesia”. E aveva ragione.

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