Diventare un trader: l’importanza del metodo

Redazione

07/01/2011

Diventare un trader: l’importanza del metodo

Le persone iniziano a dedicarsi al trading ed alla speculazione per molte ragioni differenti.

Guadagnare attraverso l’attività di trading è una prospettiva affascinante per moltissime persone, che sognano di poter generare grandi profitti disponendo semplicemente di un computer connesso ad Internet e di un piccolo capitale di partenza.

Se si diventa molto bravi non ci sono capi a cui sottostare, non ci sono orari da rispettare, si può vivere e lavorare virtualmente in qualsiasi posto del mondo.

Il trading è anche una sfida intellettuale: operare e generare profitti in un contesto in cui la maggior parte delle persone prendono denaro è una forte motivazione per molti.

Tuttavia a diventare parte del grande gruppo dei perdenti è statisticamente la prospettiva più probabile: oltre il 90% delle persone che svolgono quest’attività, indipendentemente dal mercato su cui operano, nel medio o lungo periodo sono in perdita. È anche vero che la maggior parte di queste persone affronta il trading senza la necessaria preparazione, sopravvalutando le proprie capacità e le proprie competenze.

Questo significa che, dandosi una sufficiente preparazione, è possibile ribaltare a proprio favore le statistiche ed entrare a far parte della minoranza che genera profitti con la sua attività di trading.

Le persone che riescono a guadagnare in modo costante e continuativo sono quelle che:

  1. attuano una strategia realistica e di lungo periodo.
  2. seguono una rigorosa e stringente strategia di money management.
  3. (infine e soprattutto) riescono a limitare la propria emotività.

Il più grande rischio per chi vuole entrare nel mondo del trading è quello di diventare una sorta di giocatore d’azzardo, che fa trading soffrendo terribilmente quando perde ed esaltandosi quando vince.

È importante capire da subito se si ha l’indole adatta a questo tipo di attività, ad esempio l’incapacità di prendere nota di tutte le proprie operazioni, anche durante la prima fase di simulazione, è un segno evidente di una scarsa predisposizione.

Il trading è equiparabile ad una qualsiasi attività imprenditoriale: anche un semplice negozio tiene un appunto aggiornato delle entrate e delle uscite, in modo da poter valutare in qualsiasi momento la redditività dell’attività, le aree problematiche e le condotte vincenti.

Un buon bilancio per la propria attività è composto da:

  1. la data di ogni operazione
  2. l’indice o il cross su cui è stata effettuata
  3. la dimensione dell’operazione
  4. i parametri di ingresso e uscita uscita impostati inizialmente ed una breve nota eventualmente corredata dalla stampa di un grafico delle motivazioni per cui è stata eseguita l’operazione.

Il segno chiave per valutare la propria indole è l’urgenza di operare: se si eseguono più operazioni di quanto inizialmente stabilito sulla base di impulsi e non di corrette e coerenti interpretazioni si deve essere in grado di fermarsi per almeno 2 settimane.

Se la cosa non riesce o causa una sofferenza emotiva vuol dire che non si è capaci o non si è ancora pronti per l’attività di trading ed è corretto rivalutare, con la massima onestà intellettuale, la possibilità di continuare o meno la propria formazione in questo campo.

Non c’è niente di male a lasciare se la sclta è fatta in base a semplici considerazioni di buon senso, è anzi l’attuazione di un’ottima strategia.