Dichiarazione dei redditi: per quanti anni si deve conservare la documentazione

I documenti di supporto alla dichiarazione dei redditi devono essere conservati per 5 anni. Non mancano tuttavia le eccezioni: cerchiamo di chiarire i principali aspetti in questo nostro approfondimento.

Tutti i contribuenti che hanno presentato (o si stanno accingendo a farlo) la dichiarazione dei redditi 2016, mediante il modello 730/2016, il modello Unico Persone Fisiche 2016 o il modello Unico previsto per le attività svolte in forma associative e societaria, devono conservare la documentazione inerente per 5 anni e, pertanto, fino al 31 dicembre 2021. La documentazione dovrà essere esibita su richiesta dell’Ufficio competente, e dovrà pertanto essere accuratamente archiviata.

Ecco la guida per comprendere come e per quanto tempo conservare i documenti giustificativi della dichiarazione dei redditi 2016, con particolare riferimento ai termini temporali, alle eccezioni ed alla differenti regole previste per persone fisiche ed imprese.

Dichiarazione dei redditi 2016: quali documenti conservare?

I documenti relativi alla dichiarazione dei redditi 2016 che andranno conservati fino al 31 dicembre 2021 sono gli elementi giustificativi più comuni ovvero:

  • le certificazioni delle ritenute d’acconto;
  • le certificazioni dei redditi (si pensi alla certificazione unica);
  • gli scontrini parlanti per i farmaci acquistati (quelli, cioè, che riportano l’indicazione del codice fiscale del contribuente che eserciterà il beneficio fiscale);
  • le fatture per le spese mediche e le altre ricevute;
  • le altre spese che danno diritto ad oneri deducibili o oneri detraibili (ad esempio, le spese relative alla formazione);
  • gli attestati di versamento d’imposta attraverso i modelli F24;
  • la copia della polizza attestante i requisiti chiesti per i premi di assicurazione sulla vita;
  • il contratto di mutuo e i contratti di compravendita per l’acquisto dell’immobile adibito ad abitazione principale, e fondamentale documento di supporto per la detrazione degli interessi passivi;
  • il contratto di mutuo per la costruzione e la ristrutturazione dell’immobile adibito ad abitazione principale, anch’esso al fine di agevolare la detrazione degli interessi passivi.

Come già anticipato, tutta la documentazione di supporto alla dichiarazione dei redditi dovrà essere conservata in modo ordinato per 5 anni a partire dalla fine del periodo d’imposta in cui la dichiarazione dei redditi medesima viene trasmessa telematicamente, affinchè possa essere oggetto di facile presentazione in caso di richiesta da parte dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate. In caso di dubbi sui termini di conservazione, vi consigliamo di rivolgervi ad un bravo commercialista esperto contabile.

Dichiarazione dei redditi 2016: le eccezioni al termine di conservazione dei documenti

Ad ogni modo, non mancano le eccezioni a questa regola generale. Basti considerare, ad esempio, che le spese di ristrutturazione della casa che danno diritto alla detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi si devono conservare per cinque anni, con decorrenza dal termine del beneficio della detrazione Irpef del 36, del 41 o del 50%: ora, considerando che le spese per le ristrutturazioni edilizie conducono a un beneficio spalmabile in 10 anni, ne deriva che, dal momento della comunicazione in dichiarazione dei redditi al momento della possibile distruzione, dovranno passare almeno 15 anni. Stesse regole valgono in materia di spese relative al risparmio energetico, in grado di conferire il diritto alla detrazione del 55 o del 65 per cento.

Per quanto tempo conservare i documenti utili per la dichiarazione dei redditi? Ecco la differenza tra persone fisiche e imprese

Il termine di conservazione fiscale dei documenti a supporto della dichiarazione dei redditi è pari quindi a 5 anni. Tale termine vale sia per persone fisiche che per le imprese.
Attenzione però: nel caso delle imprese l’obbligo civilistico di conservazione delle scritture contabili (necessarie anch’esse per la predisposizione della dichiarazione dei redditi) è pari a 10 anni.
Di conseguenza, per chi svolge attività di impresa i documenti contabili, con cui si è redatto il bilancio e poi predisposta la dichiarazione dei redditi, sono soggetti ad un termine di conservazione maggiore dei 5 anni previsti dal Fisco. Si tratta però di un obbligo di carattere civilistico.

Per un approfondimento sulle regole in materia di conservazione dei documenti contabili delle imprese si consigliano i seguenti articoli:

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