Decreto legge: come funziona la conversione e termini da rispettare

Il decreto legge è emanato dal Governo in situazioni di emergenza, ma perde efficacia se non viene convertito dal Parlamento. Vediamo come funziona la legge di conversione.

Decreto legge: come funziona la conversione e termini da rispettare

In casi di massima urgenza e necessità non c’è tempo di aspettare l’intervento del Parlamento, per questo il Governo emana il decreto legge. Questo provvedimento diventa efficace immediatamente dopo la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale, ma, se non convertito dalle Camere, decade retroattivamente. Quindi le Camere devono mettersi al lavoro per votare e redigere la legge di conversione del decreto, nella quale possono inserire anche emendamenti che modificano il testo iniziale.

É quello che sta succedendo in questi giorni: a causa dell’emergenza coronavirus, il Governo sta emanando molti - forse troppi - decreti, e si attende la conversione degli stessi da parte di Camera e Senato.

In questo articolo cercheremo di spiegare, passo dopo passo, come avviene la conversione in legge e quali sono i termini da rispettare.

Decreto legge, i termini di conversione

Sappiamo cos’è il decreto legge, ma dobbiamo approfondire un punto importantissimo: la conversione in legge, procedura senza la quale il provvedimento perde efficacia. La conversione spetta alle Camere secondo il procedimento ordinario (quindi convocazione e discussione del testo) e deve rispettare il termine stabilito dalla Costituzione (articolo 77, comma 3): 60 giorni a partire dalla pubblicazione del testo del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, momento in cui diventa efficace.

La legge di conversione dovrà essere composta di un unico articolo con il quale si dispone, appunto, la conversione del decreto. Sono ammesse le modifiche - sempre se coerenti con l’argomento - nella forma di emendamenti.

Conversione del decreto legge: la convocazione delle Camere

La conversione in legge del decreto del Governo presume la necessaria convocazione delle Camera, che spetta ai Presidenti di Camera e Senato e può avvenire nel limite di 5 giorni dalla presentazione del decreto legge. In caso contrario è necessaria una convocazione straordinaria.

Il ruolo del Parlamento è fondamentale: serve ad evitare che il Governo, in quanto espressione della sola maggioranza, prenda delle scelte politiche della massima importanza senza il rispetto dei principi democratici, cioè coinvolgendo anche i partiti all’opposizione.

Legge di conversione, sono ammesse modifiche da parte delle Camere?

Anche se il decreto subentra in momento di urgenza e necessità, questo non significa che il Parlamento debba mettere da parte il suo ruolo legislativo: in altre parole, nessuna norma vieta alle Camere di apportare delle modifiche al testo in sede di conversione. Sono ammessi emendamenti modificativi, soppressivi e aggiuntivi che andranno a confluire nell’unico articolo della legge di conversione.

Unico limite alla possibilità di apporre modifiche è che gli emendamenti presentati da deputati e senatori devono essere coerenti con gli argomenti del decreto; non sono valide le modifiche che vanno “fuori tema”.

Che succede se il decreto legge non viene convertito?

Per capire cosa succede se il decreto non viene convertito in legge dobbiamo sempre fare riferimento all’articolo 77 della Costituzione. Qui viene stabilito che se manca la conversione gli effetti del decreto legge vengono meno e, conseguentemente, i rapporti giuridici nati sulla base del decreto perdono il loro fondamento giuridico.

La perdita di efficacia del decreto è “fin dall’inizio”, in altre parole è retroattiva.

Argomenti:

Costituzione Legge

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