Decreto coronavirus, nuove misure da rispettare: Italia divisa in tre zone

Isabella Policarpio

02/03/2020

23/07/2021 - 12:42

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Contro il COVID-19, il Premier Conte ha firmato un nuovo decreto che conferma alcune misure e ne introduce di nuove. Italia divisa in tre zone in base al pericolo di contagio. Qui tutte le misure di prevenzione.

Non si arresta la diffusione del nuovo coronavirus proveniente dalla Cina, che ormai è presente in quasi tutto lo Stivale. Ieri 1 marzo 2020, Conte ha firmato il decreto con le nuove misure di prevenzione e contenimento del COVID-19.

L’Italia risulta divisa in tre zone in base al rischio del contagio: zona rossa (i Comuni della Lombardia Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e in Veneto il Comune di Vò), zona gialla (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e le province di Pesaro, Urbino e Savona) e il restante territorio nazionale.

Nel dettaglio, il decreto contiene nuove disposizioni sulla chiusura di scuole ed università, restrizioni delle attività commerciali e imprenditoriali e le misure comportamentali da tenere contro il coronavirus. Il decreto appena promulgato vale fino a domenica 8 marzo, e va a sostituire le disposizioni in vigore nei giorni precedenti.

Nuovo decreto coronavirus: le misure di prevenzione nella “zona rossa”

Nei Comuni lombardi e veneti definiti “zona rossa” per l’altissimo numero di contagi, il nuovo decreto coronavirus prevede misure ancor più severe di quelle intraprese precedentemente. Le zone interessate sono Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e Vò, qui il Governo stabilisce le misure seguenti:

  • divieto di accesso e allontanamento dall’area comunale delimitata dalle Forze dell’ordine;
  • sospensione delle manifestazioni aggregative sportive, religiose, culturali e ludiche;
  • chiusura delle scuole di ogni ordine e grado (scuola dell’infanzia, elementari, medie e superiori), le università e anche gli Istituti di formazione artistica e musicale, fino all’8 marzo. Sospesi tutti i viaggi d’istruzione fino al 15 marzo 2020.
  • chiusura dei musei e di ogni altro luogo di cultura;
  • sospensione dell’attività di uffici pubblici, tranne i servizi assistenziali e di pubblica utilità;
  • rimandati tutti i concorsi pubblici;
  • chiusura attività commerciali, tranne quelli di pubblica utilità e i servizi essenziali;
  • tutti i cittadini sono obbligati ad indossare la mascherina per accedere ai servizi essenziali e ad adottare tutte le altre misure indicate dalle autorità sanitarie competenti;
  • sospensione dei servizi di trasporto pubblico e privato (ammesso solo per il trasporto di beni di prima necessità);
  • sospensione dell’attività lavorativa e di impresa, anche se vengono svolte al di fuori dei Comuni interessati, tranne quelle che erogano servizi essenziali per la comunità;
  • riduzione dell’orario di apertura al pubblico dei Tribunali.

Tutte le misure sopra elencate restano in vigore fino a domenica 8 marzo, quando il Consiglio dei Ministri valuterà se prorogare il decreto coronavirus appena firmato oppure disporre nuove misure.

Coronavirus Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Pesaro, Urbino e Savona: nuove misure

Nelle Regioni e nei Comuni “zona gialla”, dove il contagio da coronavirus aumenta ma in maniera ancora controllabile, il decreto coronavirus prevede queste misure di prevenzione:

  • sospensione eventi culturali, ludici, religiosi e aggregativi e delle competizioni sportive (a meno che non si svolgono a porte chiuse) e divieto di trasferta dei tifosi;
  • ammessa l’attività sciistica, ma solo se il gestore degli impianti provvede a limitare l’accesso alle strutture ed evitare l’affollamento;
  • i luoghi di culto possono restare aperti solo se si provvede con misure idonee ad evitare grandi folle (deve esserci almeno un metro di distanza tra ogni fedele);
  • chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, delle università e degli istituti artistici e musicali, fino all’8 marzo. Questa misura non si applica ai medici in formazione specialistica e ai tirocinanti di tutte le altre professioni sanitarie;
  • sospensione delle procedure concorsuali, pubbliche e private, a meno che non sia possibile procedere in via telematica;
  • consentita l’attività di ristorazione, bar e pub, ma solo se il servizio viene erogato esclusivamente al tavolo, sempre evitando le distanze troppo ravvicinate tra i clienti (almeno un metro)
  • apertura di tutte le altre attività commerciali, musei e luoghi di cultura, salvo l’accesso con modalità idonee ad evitare affollamenti e distanze ravvicinate;
  • limitazione all’accesso nei reparti di degenza da parte dei visitatori, a discrezione delle strutture ospedaliere;
  • sospensione dei congedi ordinari del personale sanitario e tecnico;
  • obbligo di preferire, ove possibile, lo svolgimento di incontri e riunioni in via telematica.

Prevenzione e contagio coronavirus: le misure applicabili al territorio nazionale

Oltre alle disposizioni speciali previste per la zona rossa e la zona gialla, il Consiglio dei Ministri ha elencato una serie di misure di prevenzione del contagio valide sul restante territorio nazionale, dove il numero dei contagiati dal COVID-19 è basso ma potrebbe salire. Su tutto il territorio nazionale le misure in vigore fino all’8 marzo sono le seguenti:

  • favorire il lavoro da casa dove possibile e applicabile;
  • sospensione fino al 15 marzo dei viaggi d’istruzione;
  • obbligo del certificato medico per la riammissione a scuola per coloro che si assentano per oltre 5 giorni. I dirigenti scolastici degli istituti in cui l’attività è stata sospesa per emergenza sanitaria possono ordinare la modalità di didattica a distanza per gli studenti con disabilità. Stessa cosa anche nelle università e negli istituti di alta formazione;
  • proroga dell’esame di guida per quei candidati che non hanno potuto partecipare alla prova a causa dell’emergenza sanitaria;
  • supporto del Servizio sanitario nazionale nei confronti del Ministero della Giustizia per controllare lo stato di salute negli istituti penitenziari.
Decreto legge n. 9 2020: Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. (

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