Nell’ambito del convegno «Crescita e Riforme: l’agenda per l’Italia in Europa», tenuto ieri insieme al commissario europeo per gli Affari Economici Olli Rehn, il premier italiano Mario Monti si è pronunciato sulla grave situazione del debito accumulato dalla pubblica amministrazione.
Il presidente del consiglio ha dichiarato di non poter dire quando l’Italia sarà in grado di restituire alle imprese gli 80 miliardi di euro di debito della pubblica amministrazione, dal momento che l’iniziativa non è stata concordata a livello europeo. Del resto, ha sostenuto Monti, un pronunciamento italiano senza prima aver discusso la situazione in sede europea potrebbe sembrare, agli occhi di Bruxelles, come un tentativo per schivare la disciplina di bilancio.
Nel frattempo, però, la proprosta di Mario Monti di contabilizzare il debito della PA al di fuori dei paramtrI Eurostat non ha ottenuto alcuna risposta da Bruxelles.
Il premier si è poi soffermato sull’impressionante crescita dei suicidi in Italia a causa dell’inasprimento della crisi economica. A questo punto, il premier ha attaccato la politica: responsabile delle conseguenze umane della crisi è chi ha provocato questa situazione, non chi sta cercando di risanarla. Ha poi ribadito la necessità di proseguire sulla strada del rigore, dal momento che è l’unica via per fare in modo che tali costi umani non aumentino nel lungo periodo.
Nell’intervento di Monti non è mancato un accenno alla necessità della crescita: «Cerchiamo una crescita coerente con il rigore di bilancio», ha dichiarato il primo ministro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA