Debiti UE: un’iniezione di fiducia per l’Euro, si va verso un eurobond de facto?

Dimitri Stagnitto

13/01/2011

Debiti UE: un’iniezione di fiducia per l’Euro, si va verso un eurobond de facto?

I buoni risultati dei collocamenti dei titoli di stato di Spagna e Portogallo su cui si erano concentrate funeste previsioni che hanno portato l’euro fino a quota 1.2870 sul dollaro sono state smentite dal buon livello della domanda per questi titoli di debito, incentivata anche dai buoni rendimenti offerti rispetto ad altri titoli di debito denominati in euro.

La moneta unica Europea, sullo slancio di questa notizia, ha ritrovato un sentiment decisamente positivo e recupera tutte le perdite avute da inizio anno in una sola giornata.

L’euro si trova ora proprio sui livelli di fine 2010, corrispondenti ad importanti resistenze che, se infrante, potrebbero scatenare un’altra lunga cavalcata al rialzo.

La domanda che sorge spontanea da un evento come questo è: erano infondati i timori di aste deserte o si è trattato di un errore da parte di chi ha acquistato questi titoli che potrebbero rivelarsi «tossici»?

La risposta più sensata genera molti grattacapi nell’amministrazione tedesca: i titoli Europei meno affidabili hanno buona domanda perchè sono percepiti come garantiti in ultima istanza dal governo tedesco, ergo sono percepiti come bund ad alto rendimento.

Se questa tendenza dovesse essere confermata i tedeschi diventerebbero vittime di una concorrenza sleale sui titoli di debito generata dalle loro stesse garanzie atte a salvaguardare la moneta unica.

Le vie di uscita sono due: o il governo di Francoforte si convince sull’opportunità di iniziare ad emettere titoli di debito europei andando così a tanponare e poi sostituire l’attuale situazione, oppure si lascia prendere da una risposta emotiva e più immediata stringendo i cordoni delle garanzie. A quel punto l’Euro stesso sarebbe di nuovo in pericolo nei suoi stessi fondamenti e pronto a svalutarsi fortemente.

Insomma un vicolo cieco che potrebbe generare grosse fluttuazioni sul cambio euro-dollaro nel 2011, sulla base di una situazione geopolitica tutt’altro che stabile e definita.