Si è aperto ieri a Davos, in Svizzera, il World Economic Forum 2012, l’annuale meeting dei leader mondiali nel campo della politica, della finanza e delle organizzazioni internazionali. Il titolo dato quest’anno alla conferenza è piuttosto neutrale, come è stato fatto notare da più parti: La Grande Trasformazione: immaginare nuovi modelli. I temi portanti al centro del dibattito saranno: il debito della zona euro, le rivolte nei diversi paesi arabi e l’incremento subito dai prezzi dei generi alimentari.
I leader presenti a Davos hanno fatto precedere il meeting da un messaggio congiunto secondo il quale, per l’anno in corso, si attendono una grande rottura geopolitica non meglio specificata.
Il sondaggio che annualmente inaugura la conferenza, quello di Price Water House Coopers, ha dichiarato che il 48% dei CEO pubblici e privati dei 60 paesi partecipanti si sente pessimista sulla crescita economica globale del 2012. Forte è stata la dichiarazione del presidente del WEF Klaus Schwab, secondo il quale il capitalismo, nella sua forma attuale, non costituisce più una strada percorribile.
Ad aprire il metting è stata ieri Angela Merkel, la quale ha sostenuta la necessità che le misure di austerità dei paesi europei siano accompagnate da riforme strutturali, al fine di sostenere la compatibilità e produrre occupazione. Secondo le dichiarazioni della Merkel tre sono le aree sulle quali intervenire per un rilancio dell’Europa: disciplina di bilancio, connessa con la crescita sostenibile, competitività e occupazione.
Oggi è stata la volta di Enrico Cucchiani, amministratore delegato di Intesa San Paolo. Cucchiani ha assicurato che l’istituto che rappresenta continuerà a sostenere l’economia italiana. In particolare, l’intervento di Intesa San Paolo sarà destinato a internazionalizzare le imprese italiane e incrementare le esportazioni, contando sul carattere internazionale di banche come ISP. Cucchiani ha detto che l’Italia costituisce oggi una possibile soluzione della crisi europea e non più il problema.
Grande ottimismo anche quest’anno a Davos, e rilancio di grandi speranze per le sorti dell’economia mondiale. Il World Economic Forum si concluderà il prossimo 29 gennaio e riunirà circa 2600 leader mondiali. Quest’anno il WEF ha luogo in un contesto di particolare incertezza, soprattutto per quanto riguarda il capitalismo e i mercati globali; si spera, però, che il meeting sortisca l’effetto ormai consueto di iniettare un pò di fiducia soprattutto negli investitori.
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