La retorica di Trump sta confondendo il mercato. Da un lato, i dazi sulle auto sembrano essersi abbassati; dall’altro, restano in vigore fino a nuova approvazione. Un limbo normativo che genera incertezza e volatilità, con effetti diretti su uno dei settori più sensibili ai consumi: l’automotive.
In Italia, due marchi si trovano in prima linea: Stellantis, colosso industriale esposto al mercato statunitense attraverso brand come Jeep, Chrysler, Ram e Dodge, e Ferrari (RACE), simbolo del lusso ciclico che rischia una fase di rotazione del mercato. La domanda è inevitabile: quali livelli monitorare e cosa sta realmente per accadere?
Il nodo USA–UE: tra tariffe e politica
Il nuovo accordo commerciale tra Stati Uniti ed Europa prevede una riduzione delle tariffe auto dal 27,5% al 15%, ma solo dopo l’approvazione definitiva della legislazione europea. Questo significa che, almeno nel breve periodo, il settore resta esposto al rischio di ritardi, rinvii e revisioni politiche. Nel frattempo, la confusione alimentata dalle dichiarazioni di Trump, spesso contraddittorie e altisonanti, tiene i mercati in sospeso.
Il vero problema: la domanda strutturale
Al di là della retorica politica, la dinamica più pericolosa è la seguente: i rincari spingerebbero i consumatori americani a posticipare l’acquisto di auto nuove. Non è solo un problema ciclico, ma un rischio strutturale: la tendenza a ricorrere a trasporto pubblico o a servizi di ridesharing diventa più marcata quando i prezzi salgono. Questo implica un rallentamento potenzialmente duraturo della domanda di veicoli?
Stellantis: margini sotto pressione
Per Stellantis, la sfida è particolarmente complessa. L’azienda ha una forte esposizione al mercato USA grazie ai marchi Jeep, Chrysler, Ram e Dodge. In caso di aumento dei costi di import/export, i margini rischiano di comprimersi in modo significativo.
Il contesto è aggravato da un trend tecnico già debole: il titolo è in ribasso dal 2024 e continua a mostrare segnali di fragilità. Attualmente scambia intorno alla media mobile a 21 periodi, che negli ultimi due anni ha agito da resistenza dinamica.
STLAP
Grafico a candele del titolo STLAP
Ferrari: resilienza del lusso, ma attenzione al ciclo
Ferrari (RACE) gioca una partita diversa. Il marchio del Cavallino Rampante vanta una clientela globale e una capacità superiore a quella di Stellantis di trasferire l’inflazione sul consumatore finale. La natura stessa del lusso offre una barriera contro la compressione dei margini: chi compra Ferrari non si lascia scoraggiare facilmente dal prezzo.
Tuttavia, esiste un rischio non trascurabile. Il comparto del lusso resta ciclico e, se i prezzi continuano a salire, anche gli acquirenti più facoltosi possono rimandare gli acquisti. A livello tecnico, Ferrari si muove in un trend laterale che riflette l’incertezza del mercato.
RACE
Grafico a candele di RACE. Fonte: baha.com
Illusioni e realtà della politica commerciale
Ci sono livelli chiave da monitorare, ma un punto deve restare chiaro: i dazi non sono scomparsi. Anche se la riduzione al 15% è percepita come una buona notizia, l’incertezza politica e l’attesa di approvazioni legislative mantengono il settore sotto pressione.