Crisi: come cambia l’economia delle quattro potenze europee

Federica Agostini

12 Giugno 2012 - 10:05

Crisi: come cambia l’economia delle quattro potenze europee

Gli ultimi periodi della storia economica d’Europa sembrano aver cambiato le carte in tavola riguardo alle economie più forti del vecchio continente, vacillano le certezze e cambiano gli scenari; con l’aiuto della stampa estera facciamo il punto riguardo alla situazione attuale delle quattro potenze economiche dell’euro zona.

Germania

Nonostante la controversa e dibattuta politica del Cancelliere tedesco Angela Merkel, la Germania finora ha impedito la recessione della zona euro.
La Banca Centrale tedesca pronostica una crescita annuale compresa tra lo 0,6% e l’1%.
Tuttavia, questo non implica che la Germania sia esente dalle conseguenze della crisi economica. Nelle previsioni per il 2013, la Bundesbank taglia le stime che passano dall’1,8% all’1,6%.
Le ultime analisi mostrano come il settore delle esportazioni, dopo tre mesi di consecutivi profitti, sia in declino.
Se paragonati ai dati dell’anno scorso, le esportazioni sono aumentate del 3.4%, con un aumento delle esportazioni extraeuropee. Tuttavia, i dati di aprile mostrano un calo dell’1,7% rispetto al mese precedente. Il settore delle importazioni vede invece un calo del 4.8% rispetto al mese scorso. Dalla nota azienda finanziaria Citigroup fanno sapere che il declino del mercato dell’import/export è registrato su scala mondiale: «il settore delle esportazioni continuerà a deperire, ma non collasserà».

Francia

La Francia, la secondapotenza europea si aspetta che l’economia del Paese si contragga dello 0.1% tra aprile e giugno, predicendo una crescita pari allo zero.
Durante il primo trimestre dell’anno, la Francia non è cresciuta, se non dello 0.1% rispetto al trimestre precedente. I tagli alle previsioni sulla crescita provengono dall’Analisi sulle Industrie e sui Servizi della Banca di Francia. L’attività industriale è diminuita durante il periodo di maggio, soprattutto nel settore automobilistico e metallurgico. Riguardo al settore dei servizi: l’attività registrra un generale peggioramento, soprattutto nel lavoro a tempo determinato, nel settore dei trasporti e della ristorazione.

Italia

Nel bel paese la produzione industriale è diminuta più dell’atteso. L’Istat, rispetto al mese precedente, ha registrato un calo dell’1.9%. Il settore della produzione non si trovava in simili situazioni dal novembre 2009. I settori maggiormente colpiti dalla crisi sono quelli della fabbricazione di apparecchiature elettriche, il settore dei metalli e quello della plastica.
Mentre la disoccupazione giovanile registra un picco del +7,8% e la situazione politica e culturale della vicinissima Grecia pesa non poco sugli andamenti dei nostri mercati azionari.

Spagna

La quarta economia del sistema economico europeo è da giorni al centro di accesi dibattiti riguardo alla ricapitalizzazione delle banche. Sabato finalmente la notizia: il sì dell’UE per questa manovra finanziaria con la conseguenza di un positivo rialzo per le borse europee. Si è trattato però di breve euforia, dato che che le modalità e i dettagli sono ancora tutti da vedersi e, mentre l’Europa impone le condizioni per salvare il sistema bancario spagnolo, il Premier Rajoy non vuole in nessun modo parlare di «recate» (l’equivalente spagnolo di bailout).

Aspettando la Grecia

Siamo in attesa di conoscere, nel prossimo fine settimana, i risultati delle elezioni in Grecia. La decisione popolare, che avviene in un contesto complesso e ricco di sfumature, avrà impatto e rilevanza su tutta la zona euro, nessuno escluso.