Crisi USA: fiscal cliff in due fasi? Dibattiti, niente di buono in vista

Federica Agostini

16/11/2012

Crisi USA: fiscal cliff in due fasi? Dibattiti, niente di buono in vista

La minaccia di recessione rappresentata dal Fiscal Cliff e che potrebbe gettare gli Stati Uniti verso un difficile periodo di crisi economica accende i dibattiti dei media, dei mercati e della classe politica, ma a guardare bene, il fiscal cliff non promette niente di buono.

Dibattito: Repubblicani vs. Democratici

Durante la giornata di oggi, l’attenzione dei mercati sarà tutta rivolta al fiscal cliff e alla trattative che vedranno il Presidente Obama al centro della scena. Democratici e Repubblicani si incontreranno (o scontreranno?) al Congresso per decidere e prendere una decisione in merito al fiscal cliff, che con il suo taglio da 600 miliardi di dollari minaccia la recessione economica per l’economia USA.

L’incontro di oggi non porterà ad una soluzione univoca e concreta, ma tenderà a generare forti aspettative soprattutto dalla prospettiva dei trader: il fiscal cliff divide l’opinione, specie quella di Democratici e Repubblicani.

Stime: un 2013 difficile

Secondo il Congressional Budget Office, se l’economia USA dovesse «saltare giù dal burrone», la recessione sarebbe assicurata già dalla la prima metà del 2013 sebbene, nella seconda metà dell’anno potrebbero aumentare le possibilità di ripresa. Secondo altre stime di enti privati, invece, le prospettive sarebbero peggiori e il grande quesito rimarrebbero le risposte da parte delle aziende e delle attività economiche.

In ballo, infatti, c’è anche l’incertezza che grava non solo sugli investitori, ma sui cittadini e sugli imprenditori. Non sapere cosa potrebbe accadere da qui a due mesi, per un investitore, può essere un deterrente alle assunzioni ed un incentivo alle riduzioni del personale. Chiunque, sul ciglio di un burrone, cercherebbe di attutire il colpo nel migliore dei modi.

Spaccature nella FED

C’è poi un altro elemento che riguarda la Federal Reserve e le nuove spaccature che potrebbero essersi aperte all’interno della FOMC riguardo agli effetti che il QE3 e la politica monetaria accomodante possano avere sul sentiment degli investitori. Come sottolineato dalle minute, di nuovo il Presidente della Fed di Richmond, Lacker, ha aperto una breccia all’interno della Commissione: bisogna smettere di continuare a premere l’acceleratore sull’economia, perché si rischia di perdere il controllo. Ma Bernanke è stato altrettanto chiaro: la Fed continuerà ad utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per supportare l’economia e portarla verso la crescita.

(Approfondimento: Ben Bernanke, il governatore rivoluzionario)

Just Fix It: il fiscal cliff in due fasi

Come lo slogan della Nike, Just Do It, c’è chi in America riferendosi al fiscal cliff e rivolgendosi al Congresso chiede «Just Fix it» («riparatelo»), ma le possibilità che ciò avvenga tendono sempre di più a sfumare. Data la retorica della politica durante l’ultima settimana è possibile che una soluzione ed un accordo comune non vengano raggiunti, ma che gli Stati Uniti passino attraverso il fiscal cliff in due fasi: il 2013 inizierà con una «toppa», un provvedimento che ridimensioni la portata del fiscal cliff (ad esempio sull’estensione dei tagli o sull’aumento delle tasse), e soltanto durante la seconda fase (dopo la metà dell’anno) maggiori dettagli e nuove possibilità saranno magicamente estratte dal cilindro.

Fiscal cliff: i mercati e le aziende

Dalla prospettiva dei mercati, forse, questo meccanismo bi-fase consentirà di evitare tutti i disagi e le preoccupazioni relative alla possibile caduta giù dal burrone o l’eccessivo innalzamento del debito pubblico (l’altra faccia della medaglia). Come già accennato, il vero problema saranno le aziende e l’economia reale degli Stati Uniti: come si può preparare un piano di investimenti senza la minima certezza riguardo al sistema economico? Il meccanismo anti-cliff a due fasi prolungherà la fase di incertezza per tutto il 2013 e se il Congresso non risponderà alla richiesta (Fix it, «riparalo») è possibile che i piani di investimento delle aziende siano messi in pausa per il 2013, un gran bel problema per la crescita economica.

Quanto appena descritto potrebbe generare un vortice di incertezza tra mercati ed economia, preoccupante sul breve termine, rischioso sul lungo termine. Ecco perché, a questo punto, il fiscal cliff non promette niente di buono.