Credit Suisse, trimestrale sorprendente. Prosegue il taglio ai costi

Credit Suisse: trimestrale in profitto, contro le attese degli analisti per una perdita. Il CEO prosegue con la ristrutturazione e il taglio ai costi.

Credit Suisse, trimestrale sorprendente. Prosegue il taglio ai costi

Trimestrale oltre le attese per Credit Suisse Group. La banca svizzera registra un utile sorprendente nel terzo trimestre 2016. Migliorano tutte le unità principali di Credit Suisse, in qualità di amministratore delegato Tidjane Thiam continua a tagliare i costi e i posti di lavoro.

L’utile netto è sceso a 41 milioni di franchi (42 milioni di dollari) dai 779 milioni di franchi di un anno fa, ha dichiarato la banca zurighese giovedì. Gli analisti avevano previsto invece una perdita di 150 milioni di franchi. Il Tier 1 ratio common equity è salito al 12 per cento, dall’11,8 per cento segnato alla fine di giugno.

Da quando è salito alla guida lo scorso anno, Thiam ha eliminato migliaia di posti di lavoro, ridotto gli asset troppo esposti al rischio, ha ridimensionato le attività sulla securities e si è impegnato nella gestione del capitale per aumentare il profitto. Il CEO giovedì ha dichiarato che, nonostante le prospettive rimangano «impegnative», il secondo l’istituto bancario più grande della Svizzera è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi in materia di riduzione dei costi quest’anno.

Credit Suisse ha perso circa il 39 per cento del valore di mercato quest’anno - Deutsche Bank, anch’essa impegnata in un processo di ristrutturazione, è scesa del 45 per cento. Nonostante le azioni Credit Suisse abbiano recuperato parte delle perdite do luglio, quando hanno raggiunto un minimo record di 9,76 franchi, sono ancora in calo del 48 per cento da quando Thiam ha sostituito Brady Dougan a luglio 2015.

Il CEO di Credit Suisse ha accelerato il ritmo di ristrutturazione a marzo, annunciando un piano per eliminare 6.000 posti di lavoro nel 2016, dopo che la banca è stata costretta a liberarsi di circa $1 miliardo in titoli rischiosi in soli sei mesi. L’istituto deve ancora eliminare 600 posti di lavoro entro la fine dell’anno per raggiungere il suo obiettivo, nell’ambito dello sforzo per spingere i costi sotto i 19,8 miliardi di franchi.

Le grandi banche europee sono sotto pressione sul fronte della riduzione dei costi, ferite dai tassi di interesse ai minimi storici, l’aumento delle spese legali e da un controllo normativo più ostile. La UBS, la banca più grande della Svizzera, venerdì scorso ha registrato un aumento dell’11 per cento in utile prima delle imposte a 877 milioni di franchi, battendo le stime degli analisti, con il CEO Sergio Ermotti impegnato a ridurre ulteriormente le spese.

Credit Suisse ha avuto dei costi di ristrutturazione pari a 145 milioni di franchi nel terzo trimestre.
L’unità Asia-Pacifico, sotto il controllo di Helman Sitohang, ha registrato un utile ante imposte di 152 milioni di franchi, in calo da 162 milioni di franchi dell’anno precedente, con nuove patrimonio netto di 4,6 miliardi di franchi. L’attività internazionale di gestione patrimoniale ha registrato un utile di 245 milioni di franchi, contro i 197 milioni di franchi dello scorso anno, con raccolta netta di 4,4 miliardi di franchi, in calo da 5,4 miliardi del secondo trimestre.

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