La Credit Suisse Group AG (CSGN), la seconda banca svizzera in ordine di grandezza, ha reso noto di aver subito una perdita nel quarto trimestre del 2011. Si tratta di una notizia storica, dal momento che per l’istituto di credito si tratterebbe della prima perdita in tre anni: non ne ha registrata alcuna, infatti, dal 2008. Secondo i rappresentanti della banca la perdita è dovuta ai mercati avversi e ai costi per la riorganizzazione dell’investimento.
La perdita al netto ammonta a seicentotrentasette milioni di franchi svizzeri (seicentonovantotto milioni di dollari), contro un profitto di ottocentoquarantuno milioni di franchi nel primo periodo dello stesso anno. Il risultato ha dunque disatteso la media di quattrocentoquarantesei milioni di franchi di profitto, che era stata stimata da nove analisti intervistati da Bloomberg.
Il Capo Esecutivo dell’istituto con sede a Zurigo, Brady Dougan, ha fatto sapere che i provvedimenti presi per rilanciare l’investimento hanno colpito i profitti. Dougan aveva già abbassato, nello scorso anno, il target di profitto della banca, annunciando allo stesso tempo due round di lincenziamenti che sarebbero in programma. L’istituto di credito ha infatti sentito molto le conseguenza della crisi europea del debito sovrano sul mercato dei capitali.
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