Banche italiane, ecco cosa c’è sotto. Il video che vi farà aprire gli occhi sul governo Renzi

Le banche italiane si trovano in un momento di forte crisi e il piano di salvataggio statale è già pronto. Ma cosa c’è sotto? Ce lo spiega Nessuno con un video.

Le banche italiane continuano a soffrire e il momento è di forte instabilità, con titoli che continuano a segnare rosso e piani di salvataggio che non vengono approvati. Ma come sempre non viene detto tutto dai mass media.

A spiegarci cosa c’è dietro il fallimento delle principali banche italiane c’è Nessuno, che in un approfondimento de La Gabbia mostra cosa c’è realmente dietro al fallimento delle nostre maggiori banche e per quale ragione lo stato le dovrà salvare.
Le dichiarazioni risalgono a prima della vittoria del No e mostrano lo scenario che poi si è verificato.

La vittoria al referendum costituzionale del No non ha comportato alcuno scossone per le banche, che navigavano già in acque piuttosto torbide. Il sistema bancario italiano è infatti instabile da anni è solo che nessuno ne ha mai fatto parola.
Monte dei Paschi si trova ora a dover accettare l’aiuto statale e il governo deve intaccare ancora il debito pubblico.

Per quale motivo Mps non è riuscita a risollevarsi? Quali sono state le cause che hanno portato ad un tale declino delle banche italiane? Nel video Nessuno spiega cosa sta succedendo ad alcune delle banche del bel paese.

Crack delle banche italiane, ecco cosa c’è sotto: il video di Nessuno

Nessuno è un personaggio fittizio che durante la trasmissione La gabbia non ha paura di dire ciò che spesso i media e le maggiori testate giornalistiche non scrivono.
Per tale ragione i suoi approfondimenti sono sempre molto seguiti e soprattutto amati dal pubblico.

Prima che si tenesse il referendum costituzionale Nessuno ha anche trattato l’argomento, ormai noto a tutti, della crisi che sta investendo le banche italiane, prima tra tutti Monte dei Paschi.
Ecco che cosa ha detto nel suo intervento, riportiamo le parole e il video che vi apriranno gli occhi:

Siamo seduti su una bomba ad orologeria, ma nessuno sembra preoccuparsene, tanto meno Matteo Renzi. Mentre tutti sono concentrati sul referendum costituzionale il sistema bancario italiano rischia di crollare, qualunque sia l’esito del voto.

Il Financial Times ha scritto che se vincerà il No 8 banche italiane falliranno. Secondo il quotidiano inglese si tratta di Monte dei Paschi di Siena, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Carige, Banca Marche, Cari Chieti, Banca Etruria e Cari Ferrara.
Tutte queste banche però non hanno commentato, strano vero?

I miei amici della Finanza, sono molto bravi a fare terrorismo, ma questa volta non hanno tutti i torti. Il sistema bancario italiano sta davvero tremando, il fatto è, che il risultato del referendum non c’entra un bel niente.

Se dovesse vincere il Sì la situazione delle banche italiane non cambierebbe di una virgola, anche perché Renzi fin’ora non è stato in grado di salvare un bel niente.
Se mai ha fatto dei danni, a Gennaio di quest’anno, nello studio di Porta a Porta, Matteo ha consigliato di investire in azioni di Mps.

“Oggi è una banca risanata, importante, con un bel brand” ha detto, ma davvero? Allora perché Mps aspetta ancora 5 miliardi di aumento di capitale? Perché i mercati continuano a vendere azioni su azioni e il titolo scende?
Anche se il Governo ha rispettato tutti gli ordini di JP Morgan il Monte dei Paschi è ancora in difficoltà.

Renzi però è fierissimo di aver consigliato Mps agli Italiani e sentite che cos’ha detto a Giovanni Minoli. “Il 22 gennaio ha detto il Monte dei Paschi è risanata, adesso investire è un affare. Lo ridirebbe dopo che il titolo ha perso diciamo grosso modo il 50%?” (chiede Minoli nel video proiettato da Nessuno) “Lo penso tutt’ora e penso che se ci sarà un investitore internazionale o italiano che vorrà investire sul Monte dei Paschi farà un affare.” (risponde Renzi nel video proiettato da Nessuno)

Tra aumenti di capitale e sofferenze da smaltire per rimettere in piedi gli 8 grandi istituti di credito italiani servirebbero circa 20 miliardi di euro. Se dovesse vincere il Sì chi li troverà questi soldi? Forse li troverà Renzi, non scherziamo!
Il Governo nel 2015 ha salvato 4 banche: Etruria, Chieti, Marche e Cariferrara.

Matteo aveva promesso che sarebbero state risanate entro la fine di aprile di quest’anno. Sapete che cosa è successo? Che le sofferenze di queste banche hanno continuato ad aumentare e i risparmiatori devono ancora riavere gran parte dei loro soldi.

Poi ci sono Popolare Vicenza e Veneto banca, che sono commissariate. Avete per caso visto qualcuno in fila per comprarle? Fino ad ora è successo solo che hanno deciso di fonderle e a rimetterci saranno i dipendenti.
Certo amici miei, alla fine a perderci sono sempre gli stessi: non i manager, non i grandi azionisti, ma i dipendenti delle banche e i risparmiatori.

Adesso che c’è il bail-in se le banche dovessero crollare sarebbe un disastro senza precedenti, in più c’è da considerare la situazione di Unicredit, che ha bisogno di un aumento di capitale da 13 miliardi di euro.
Credete davvero che se vincerà il Sì la situazione si risolverà magicamente?

Non fatevi prendere in giro, se non si agisce presto, la bomba esploderà, fidatevi di Nessuno.

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