Covid, variante inglese: quali sintomi e differenze con il ceppo originale?

Fiammetta Rubini

21 Dicembre 2020 - 10:04

21 Dicembre 2020 - 10:18

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Come riconoscere la nuova variante inglese dal coronavirus originale? Ecco cosa sappiamo su sintomi, differenze e contagiosità dei due ceppi.

Covid, variante inglese: quali sintomi e differenze con il ceppo originale?

La nuova variante di coronavirus individuata nel Regno Unito e trovata anche in altri Paesi europei, che ha portato alla sospensione dei voli dalla Gran Bretagna, è una mutazione del virus Sars-Cov-2 denominata VUI-202012/01 dalla Salute Pubblica inglese. Stando a quanto affermato dagli esperti, la nuova variante potrebbe essere più contagiosa, ma le sue caratteristiche sono ancora oggetto di studio.

Cosa sappiamo della cosiddetta variante inglese del Covid-19? È più mortale o più grave del ceppo originale? Quali sono i sintomi e le differenze tra le due? Qui tutte le informazioni utili.

Covid, i sintomi della nuova variante inglese

Al momento gli studi suggeriscono che la nuova variante di Covid scoperta in Inghilterra causa gli stessi sintomi del ceppo originale. Chi contrae il virus può quindi avere febbre, tosse secca e stanchezza o anche dolori muscolari, gola infiammata, mal di testa, congiuntivite, diarrea, perdita di gusto e olfatto, eruzioni cutanee o scolorimento delle dita delle mani e dei piedi.

In entrambi i casi i sintomi gravi sono difficoltà respiratorie e dispnea, dolore o pressione al petto e perdita di parola o di movimento.

Dai sintomi e dal tampone non si può riconoscere se è Covid “originale” o la nuova variante inglese. Come spiega in un’intervista al Fatto Federico Giorgi, genetista all’Università di Bologna e co-autore di uno studio sulla mutazione del Sars-Cov-2, “il test molecolare si basa sul riconoscimento del Rna del virus. Quindi una singola mutazione può cambiare l’esito del test. Per questo bisogna aggiornarli continuamente in base alle mutazioni individuate”.

Un aggiornamento effettuato da tutte le nazioni, anche dall’Italia. Il problema, però, spiega Giorgi, “è che se aggiorniamo i test con le sequenze rilevate in altre parti del mondo, ma non sappiamo quali sono quelle prevalenti in Italia, non rileviamo più niente. Non a caso, la mutazione è stata rilevata proprio nel Regno Unito, che ha sequenziato più di tutti”.

Differenze tra variante inglese e ceppo originale



Ciò che ha fatto scattare l’allerta in tutta Europa è che sembra che la variante inglese del coronavirus sia più contagiosa (probabilmente fino al 70% più trasmissibile della vecchia variante, dice il rapporto inglese): ha infatti 14 mutazioni del genoma e 3 delezioni. Non si era mai visto un ceppo con così tante variazioni: pensiamo che il ceppo scoperto nei visoni che aveva allarmato a novembre ne aveva 4.

Ciò che spaventa di questo ceppo inglese è che riesce a legarsi meglio al recettore Ace2, la porta d’ingresso delle nostre cellule e può quindi diffondersi più facilmente.

Sebbene la nuova variante inglese del coronavirus si stia diffondendo più velocemente, e potrebbe quindi essere più difficile da controllare, attualmente non ci sono prove del fatto che sia più mortale o causi sintomi più gravi del ceppo di coronavirus originale.

Cause nuova variante Covid

Gli esperti spiegano che è normale che un virus muti, e ci sono già state varie mutazioni di Covid-19 che sono entrate nelle comunità senza avere conseguenze diverse da quelle che abbiamo imparato a conoscere.

Riguardo il ceppo inglese, un’ipotesi è che le sue mutazioni si siano accumulate in un paziente che ha avuto il Covid-19 per almeno due mesi e la cura a base di plasma o di remdevisir per favorire la guarigione potrebbero aver selezionato un virus in grado di sfuggire alle terapie.

Cosa cambia per i vaccini

La domanda cruciale che ora ci si pone è se i vaccini sviluppati finora contro il coronavirus funzioneranno anche contro la nuova variante. Ricordiamo che nel Regno Unito le vaccinazioni sono iniziate due settimane fa, e in Europa si parte ufficialmente il 27 dicembre.

Il medico capo del Governo inglese, il prof. Chris Whitty, ha detto che non ci sono prove attuali che suggeriscano che il nuovo ceppo causi un tasso di mortalità più elevato o che influisca sui vaccini e i trattamenti già approvati. Il segretario alla sanità britannico Matt Hancock ha specificato che dagli studi clinici effettuati finora risulta altamente improbabile che questa mutazione non risponda al vaccino anti-Covid.

Tuttavia gli scienziati sono al lavoro per confermare questa tesi.

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