Covid, il piano di Roma per un nuovo lockdown

Mini-lockdown in palazzi, complessi residenziali e quartieri, raffica di controlli e ospedali potenziati. Ecco come Roma si prepara a gestire una seconda ondata di contagi.

Covid, il piano di Roma per un nuovo lockdown

Con l’aumento di casi positivi registrati negli ultimi giorni, anche Roma sta pianificando una strategia per fermare il virus ed evitare una seconda e grave ondata di contagi in autunno.

Lo scenario visto alle porte di Roma, dove la presenza di cluster ha trastormato palazzi, complessi residenziali e rioni in zone rosse, potrebbe diventare realtà anche nella Capitale. D’altronde anche il presidente di Regione Zingaretti e l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato non hanno escluso l’eventualità di imporre mini-lockdown a Roma e laddove scatti l’allerta.

Attualmente il Lazio, con 210 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore (di cui 110 a Roma) è la seconda regione italiana più contagiata dopo la Campania. Superate anche Lombardia, Veneto e Piemonte, regioni più gravemente colpite a inizio epidemia.

Nuovo lockdown: Roma ha un piano per l’autunno

La Regione ha annunciato la possibilità concreta di fare chiusure localizzate per circoscrivere focolai che in una città grande e popolosa come Roma potrebbero causare danni importanti.

Con la riapertura delle scuole, il rientro in ufficio per molte persone, la stagione influenzale alle porte e l’autunno ormai al via, la situazione va tenuta sotto controllo. Anche a Roma si potrebbe replicare quanto accaduto alle porte della Capitale, da Nerola a Rocca di Papa a Campagnano. Il piano per il lockdown autunnale a Roma e provincia sarebbe pronto e collaudato da sette mesi. La Regione ha studiato il piano nei minimi dettagli.

Cosa prevede

La prima segnalazione di cluster arriva dalla task force coordinata dall’assessorato alla Sanità e a cui partecipano rappresentanti delle Asl, ospedali, Protezione civile e forze dell’ordine, che la trasmette alla Prefettura.

Da qui scatta l’allarme che mette in moto l’intervento delle forze dell’ordine (polizia, carabinieri, Finanza, vigili urbani, esercito…) che provvedono a chiudere e presidiare le zone a rischio; bloccano ingressi e uscite e si accertano che le regole sugli spostamenti vengano rispettate, multando i trasgressori.

In base alla gravità dello scenario, potrebbero scattare anche misure come la chiusura di attività commerciali, quarantena per i cittadini e coprifuoco per i locali.

Oltre ai mini-lockdown, il piano di Roma per gestire i focolai ed evitare un boom di contagi prevede anche intense attività di monitoraggio e contact tracing da parte del personale sanitario.

Posti letto potenziati

Nel frattempo si sta provvedendo a potenziare gli ospedali come durante il lockdown. I posti letto per i malati Covid stanno tornando ai numeri dello scorso marzo (allora erano 2.000): predisposti 1.127 nuovi posti negli ospedali a cui si aggiungono 500 posti negli alberghi per i positivi asintomatici, i pazienti dimessi e le persone in attesa di tampone che devono stare in isolamento per evitare di contagiare familiari e amici.

Il piano autunnale della Regione Lazio prevede anche un potenziamento delle terapie intensive e, in caso di maggiore necessità, la Regione è pronta ad attivare nuovi posti letto nelle strutture che non rientrano più nei Covid center.

Come spiega il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia al Messaggero, il sistema dei posti letto in Regione è a fisarmonica. Questo vuol dire che nel caso di una ripresa intensa dell’epidemia, si farà in modo di non indebolire le strutture che danno assistenza ai pazienti non Covid. Oggi i numeri sono molto più bassi e siamo più preparati, precisa il dottor Vaia, ma bisogna fare di tutto per evitare che il sistema sanitario possa entrare in difficoltà come durante la prima fase della pandemia.

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