Cosa rischia Berlusconi? Ecco cosa dice la stampa estera

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Cosa rischia Berlusconi? Ecco cosa dice la stampa estera

La Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale nel processo dei diritti su Mediaset.

Ora, la prossima decisione spetta alla Cassazione e, se confermata, Berlusconi dovrà scontare quattro anni di reclusione (meno tre, condonati per indulto) e sarà interdetto per 5 anni dai pubblici uffici, dunque decadrà la sua carica di senatore. Ma vediamo, oltre alla sentenza della corte d’Appello, cosa dice al riguardo la stampa estera.

Corte d’Appello: cosa rischia Berlusconi?

Oltre ai già citati eventuali anni di carcere, Silvio Berlusconi è stato interdetto per tre anni dal dirigere società ed è stato condannato al pagamento di 10 milioni di Euro di acconto, per risarcimento danni, all’Agenzia delle Entrate.

La corte ha confermato anche altre condanne e le assoluzioni. Oltre a Berlusconi, sono stati condannati gli ex dirigenti Mediaset: Daniele Lorenzano (tre anni e otto mesi), Gabriella Galetto (un anno e due mesi); il produttore Frank Agrama (tre anni). Assolti: Fedele Confalonieri, il banchiere Paolo Del Bue, Marco Colombo e Giorgio Dal Negro.

Ma non è tutto, il prossimo lunedì riprenderà l’ormai noto processo Ruby (accusa a carico di Berlusconi di concussione e prostituzione minorile); ultima battuta del procuratore Ilda Boccassini prima delle udienze della difesa e, salvo legittimi impedimenti, ci sarà poi il processo.

Cosa dice la stampa estera?

Da tempo, ormai, la stampa estera aveva smesso di scrivere, raccontare e criticare le mirabolanti vicende attorno alla figura di Berlusconi, il «76enne magnate dei media» che oggi fa notizia perché: «In Italia -scrive il The Guardian- gli imputati sono considerati legalmente innocenti fino a quando non siano completati tutti gli appelli.»

Si parla poco della figura dell’ex Primo Ministro Italiano, piuttosto dei suoi processi, della lentezza della giustizia italiana («Il processo mediaset iniziò nel 2006», incide secco il Financial Times) e ci si domanda quali saranno i risvolti politici di questa vicenda.

Scrive il The Guardian:

«La sentenza, sopraggiunta a pochi giorni di distanza dalla chiusura di un un altro processo per uno scandalo sessuale (Ruby, ndr.), solleva il quesito se la forza politica di Berlusconi abbia le ore contate. [...] Berlusconi non ha nessun posto governativo, rimane ininfluente.»The Guardian, 8 maggio 2013

La fine della carriera politica di Berlusconi? Si domandano il Financial Times e il The Guardian, ma rispondere sembra essere difficile.

Alla fine di ottobre, Berlusconi era stato condannato a quattro anni per frode fiscale e in quell’occasione i giornali esteri si ponevano tutti la stessa domanda: «Berlusconi finirà in carcere?» (quella rassegna stampa è disponibile qui).

Oggi i giornali notano invece un’altra cosa: pochi giorni prima della sentenza di ottobre, Berlusconi aveva deciso di ritirarsi dalla politica, ma subito dopo il verdetto, scrive il The Guardian, «ha riavviato la campagna elettorale ed i suoi legali hanno rimandato una serie di processi per impedimenti elettorali.»

«Berlusconi dice di essere una vittima politica della persecuzione da parte di un sistema giudiziario di sinistra. La sua prima condanna, lo scorso ottobre, lo ha spinto a tornare sui suoi passi dopo aver annunciato la decisione di ritirarsi dala politica. Due mesi più tardi, Berlusconi ha ritirato l’appoggio politico del suo partito al governo tecnico di Mario Monti e si è lanciato in un’aggressiva campagna elettorale dai toni populisti e contro l’austerity che lo ha portato ad un pelo dal vincere le elezioni.»Financial Times, 8 maggio 2013

Appuntamento al 13 maggio

La stampa estera conclude poi rimandando il tutto al 13 maggio, il prossimo lunedì quando riprenderà il processo Ruby, che all’estero chiamano lo «scandalo Bunga-Bunga». E, anche se il suo avvocato, Niccolò Ghedini, sostiene che non ci sia una «correlazione tra questa sentenza e la stabilità politica», al TG5 Berlusconi ha designato la sentenza come un modo per «eliminare un avversario politico».

Infine, colpisce il fatto che nella maggior parte degli articoli stranieri ci sia una piccola frase, quasi uguale per ogni quotidiano o testata:

«Negli anni, in altri processi, Berlusconi è stato accusato di falso in bilancio, frode, falsa testimonianza, abuso d’ufficio e corruzione. Egli ha sempre negato le accuse ed è sempre stato assolto per ribaltamenti in appello o perché i casi sono caduti in prescrizione.» BBC news, 8 maggio 2013

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