Il segreto della Germania che ha pochissimi morti per coronavirus

Perché in Italia stanno morendo così tante persone e in Germania no? Il basso numero di decessi per coronavirus tra i tedeschi intriga gli esperti.

Il segreto della Germania che ha pochissimi morti per coronavirus

Il basso tasso di mortalità per COVID-19 in Germania sta incuriosendo gli esperti.

Ad oggi, su un totale di 32.991 casi nel paese, 3.290 persone sono ricoverate e solo 159 morte (dati della John Hopkins University, aggiornati al 25 marzo 2020). Ciò significa che la Germania ha attualmente il tasso di mortalità più basso tra i 10 paesi più colpiti dalla pandemia: 0,3% rispetto al 9% dell’Italia e al 4,6% del Regno Unito.

Come è possibile? Sono state fornite alcune spiegazioni.

Coronavirus: perché in Germania così pochi morti?

Il confronto tra Italia e Germania è particolarmente sorprendente. I due paesi hanno la più alta percentuale di cittadini di età pari o superiore a 65 anni in Europa, e in più gli italiani hanno anche uno stile di vita più sano dei tedeschi. Allora perché da noi i morti sono così tanti mentre in Germania il numero di decessi resta bassissimo?

Ad oggi è presto per tirare le somme, e consideriamo anche quello che alcuni virologi suggeriscono da tempo, ossia che il vero numero dei contagi in Italia è sottostimato e i casi sarebbero in realtà molti di più (e quindi il tasso di mortalità molto più basso).

In ogni caso ci sarebbero delle differenze di tipo sociale, culturale e sanitario tra i due paesi su cui si può basare una riflessione.

I tedeschi non sono “mammoni” come gli italiani

Bruce Aylward, vicedirettore generale dell’OMS, ha spiegato che in Cina l’80% delle infezioni sono state trasmesse all’interno dei nuclei familiari. In sostanza i giovani hanno contratto il virus e hanno contagiato i propri genitori e nonni che vivono a stretto contatto con loro. A Wuhan, e nella provincia di Hubei, le famiglie numerose caratterizzano l’organizzazione sociale in modo simile all’Italia e ai paesi mediterranei.

Secondo i dati Eurostat in Italia la metà dei giovani tra i 25 e i 34 anni vive ancora con mamma e papà, e sono più del 20% le persone tra i 30 e i 49 anni che non è andata via di casa.

In Germania questi numeri sono nettamente inferiori, ed ecco che il distanziamento generazionale dei teutonici avrebbe abbassato il tasso di mortalità.

Tuttavia alcuni esperti pensano che ancora la Germania non ha avuto il boom di casi visto che la maggior parte dei pazienti ha contratto il virus con qualche settimana di ritardo rispetto a noi. Lothar Wieler, presidente del Robert Koch Institute (RKI), l’ente centrale della sanità pubblica del governo, ha affermato di non aspettarsi che ci sia una differenza significativa nei tassi di mortalità tra Italia e Germania nel lungo periodo.

La risposta del sistema sanitario

Una probabile spiegazione della discrepanza delle cifre è che gli ospedali tedeschi non sono ancora stati invasi da pazienti come gli ospedali nel Nord Italia, e hanno avuto più tempo per liberare i letti, far scorta di attrezzature e ridistribuire il personale. Un vantaggio della Germania, ha detto Marylyn Addo, dirigente del dipartimento di infettologia del Medical Center dell’Università di Amburgo, “è che abbiamo iniziato a monitorare i contatti quando sono stati segnalati i primi casi. Inoltre abbiamo fatto i test anche anche alle persone con sintomi molto più lievi, il che significa che il numero totale di casi confermati può fornire un quadro più accurato della diffusione del virus rispetto ad altri Stati”.

Il basso tasso di mortalità per coronavirus in Germania è spiegato anche dall’età delle persone colpite, che sono più giovani rispetto ad altri paesi.

A differenza dell’Italia, in Germania non è routine effettuare post-mortem test del coronavirus. Di conseguenza, è probabile che delle persone siano morte nelle loro case prima di risultare positive al virus ma non compaiono nelle statistiche.

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