Coronavirus: danni neurologici frequenti. Lo studio

Un nuovo studio statunitense rileva sintomi neurologici causati dal COVID-19 nella maggior parte dei pazienti ospedalizzati

Coronavirus: danni neurologici frequenti. Lo studio

Il legame tra coronavirus e danni o complicanze neurologiche è stato diverse volte evidenziato, con rilievi più o meno importanti. Oggi però un nuovo studio statunitense sottolinea una connessione più grave e frequente, rilevando sintomi neurologici nella “maggior parte dei pazienti ospedalizzati”.

Il dato è frutto del lavoro dei ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine, pubblicato solo ieri sulla rivista Annals of Clinical and Translational Neurology.

In particolare, lo studio evidenzia “l’alta frequenza di un’ampia gamma di manifestazioni neurologiche, che si sono verificate in più di quattro quinti dei pazienti con Covid-19 ospedalizzati nel nostro sistema di rete sanitaria”.

L’indagine include dati provenienti da cartelle cliniche di 509 pazienti affetti da coronavirus, ricoverati in nove ospedali diversi più un centro medico accademico all’interno del sistema sanitario di medicina nordoccidentale nell’area di Chicago, tra i mesi di marzo e aprile.

Coronavirus: danni neurologici frequenti. Lo studio

Tra i pazienti oggetto della ricerca, per circa un quarto di loro - vale a dire il 26,3% - è stato necessario il ricorso a ventilazione meccanica.

Si parla quindi - questo va chiarito - dei casi di decorso più gravi della malattia. I ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine hanno scoperto che il 42,2% dei pazienti rilevava manifestazioni neurologiche già a partire dai primissimi sintomi.

Percentuale che si impenna nel momento in cui i pazienti si aggravano e vengono ricoverati in ospedale; arrivati a quel punto nel decorso della malattia, il 62,7% dei pazienti mostra sintomi neurologici secondo i dati.

Nel complesso, i ricercatori hanno evidenziato come in qualsiasi momento della malattia l’82% dei pazienti presenta sintomi neurologici come mal di testa o encefalopatia e alterazioni della funzione o della struttura cerebrale.

Le manifestazioni neurologiche più frequenti sono state:

  • Dolore muscolare, sperimentato dal 45% dei pazienti
  • Mal di testa, sperimentato dal 37,7% dei pazienti
  • Encefalopatia, sperimentata dal 32% dei pazienti
  • Vertigini, sperimentato dal 30% dei pazienti
  • Senso del gusto alterato, sperimentato dal 16% dei pazienti
  • Perdita dell’olfatto, riscontrata dall’11,4% dei pazienti

Sintomi neurologici: giovani più soggetti

I dati hanno mostrato che chi ha sintomi neurologici è soggetto quasi sempre a una degenza ospedaliera più lunga rispetto a quelli che non li mostrano, e i tempi di ricovero per i pazienti con encefalopatia in particolare sono tre volte maggiori.

In più, i ricercatori hanno rilevato che i pazienti con sintomi neurologici tendono a essere più giovani:

“Il fatto che qualsiasi manifestazione neurologica nel suo insieme si mostri più probabile nei giovani è sorprendente, ma potrebbe essere potenzialmente spiegato da una maggiore enfasi clinica sul rischio di insufficienza respiratoria rispetto ad altri sintomi nei pazienti più anziani. Al contrario, l’encefalopatia si mostra più frequente nei pazienti anziani”.

L’encefalopatia è anche associabile a un aumento nel rischio di malattie gravi e decessi, indipendentemente dalla gravità nel decorso del Covid-19 di un paziente.

Questa non è la prima volta che i sintomi neurologici vengono associati a pazienti affetti da coronavirus.
Uno studio dello scorso aprile suggeriva che più di un terzo dei 214 pazienti analizzati mostrava complicanze neurologiche, dalla perdita dell’olfatto all’ictus.

Mentre un articolo pubblicato a giugno su The Lancet Psychiatry esaminava 153 pazienti nel Regno Unito, evidenziando che quelli di età inferiore ai 60 anni erano di frequente soggetti a psicosi, depressione o ictus.

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