Controlli bancari a tappeto quando finirà emergenza Covid: la proposta di Gratteri

Fiammetta Rubini

14 Aprile 2020 - 13:12

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Potenziare i controlli sui conti in banca: questa la proposta del procuratore capo Gratteri per il dopo-emergenza coronavirus. La crisi, dice, rischia di avvantaggiare le mafie.

Controlli bancari a tappeto quando finirà emergenza Covid: la proposta di Gratteri

Quando finirà l’emergenza coronavirus bisognerà potenziare i controlli bancari. È quanto dichiarato dal Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri in un’intervista al Sole 24 Ore. Gratteri auspica maggiori accertamenti sui soldi depositati in banca per scovare l’eventuale presenza della mafia, che può trarre grandi vantaggi dalla crisi sociale ed economica del Paese.

La proposta di Gratteri consiste nel mandare gli elenchi dei destinatati degli aiuti statali alla prefettura per consegnarli a carabinieri e guardia di finanza per fare i controlli. Il rischio presagito dal magistrato calabrese è che vengano premiati gli evasori totali e che i soldi per l’emergenza coronavirus non arrivino nelle mani di chi ne ha veramente bisogno. Tutti devono fare la loro parte, a partire dalle banche, dice Gratteri.

Controlli bancari obbligatori dopo emergenza: ecco perché

Come spiegato da Gratteri nell’intervista al Sole, quando finirà l’emergenza sanitaria legata al COVID-19, bisognerà innanzitutto stilare gli elenchi delle famiglie più in difficoltà e da qui utilizzare gli inquirenti che operano sul territorio per evitare che le risorse statali messe a disposizione dei più bisognosi vengano intascate dalle persone sbagliate.

“Bisogna evitare gli errori e le valutazioni che hanno consentito alle mafie di rafforzarsi durante la crisi del 2007-2009, quando hanno avuto la possibilità di depositare i loro soldi, senza eccessivi controlli, nelle banche di mezzo mondo”, ha detto il procuratore.

Visto che la criminalità organizzata cercherà di trasformare la crisi in opportunità investendo nell’economia della ricostruzione i soldi accumulati con il narcotraffico, sarà necessario anche “tenere conto dei paesi offshore, di quelli che alzano più gru per costruire palazzi, di quelli che offrono sponde al necessario riciclaggio del denaro”, conclude Gratteri.

Il procuratore ha lanciato inoltre l’allarme sull’aumento di reati legati al cybercrime e delle truffe online, e ricorda nell’intervista che ’ndrangheta e camorra hanno investito imprevedibilmente anche in settori come quello delle criptovalute.

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