Contributo unificato: aumento del 10% dal 2015. Ecco perché

Valentina Pennacchio

17 Dicembre 2014 - 15:50

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Con tutta probabilità, in seguito ad un emendamento alla Legge di Stabilità, dal 1 gennaio 2015 scatterà un aumento del contributo unificato pari al 10%: ecco quali sono i motivi.

Aumenta il costo di accesso alla giustizia, con grande disappunto degli avvocati.

Dal 2015 le cause costeranno il 10% in più a causa dell’incremento del contributo unificato, la tassa per l’iscrizione a ruolo delle cause civili.

L’aumento è previsto da un emendamento presentato dal Governo alla Legge di Stabilità, ma quali sono le ragioni?

Aumento contributo unificato: perché?

La tutela in giudizio è un diritto costituzionalmente garantito ai cittadini, i quali subiranno questo aggravio al fine di finanziare il credito d’imposta per le novità introdotte dalla riforma del processo civile, come la negoziazione assistita.

In sostanza lo Stato ha bisogno della copertura economica (oltre 50 milioni di euro) al fine di riconoscere lo sgravio di imposta a coloro che si affideranno proprio alla negoziazione assistita, a cui si può ricorrere anche per separazione e divorzio, o all’arbitrato.

L’incentivazione fiscale della negoziazione assistita e dell’arbitrato dovrà essere finanziata dai cittadini con l’aumento del 10% del contributo unificato, come stabilisce il testo dell’emendamento n. 19 alla Legge di Stabilità (art. 3, comma 82-bis, 82-ter):

«Alle parti che corrispondono il compenso agli avvocati abilitati ad assisterli nel procedimento di negoziazione assistita (...) nonché alle parti che corrispondono il compenso agli arbitri (...) è riconosciuto, in caso di successo della negoziazione, ovvero di conclusione dell’arbitrato con lodo, un credito di imposta commisurato al compenso fino a concorrenza di euro 500. Il credito d’imposta va indicato nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta nel quale sono sostenute le spese agevolabili ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione (...) Con decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell’economia e finanze sono stabilite le modalità e la documentazione da esibire a corredo della richiesta del credito di imposta e i controlli sulla autenticità della stessa. Alla copertura delle minori entrate derivanti dall’attuazione del comma precedente, valutate in complessivi 54 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016, si provvede con le maggiori entrate derivanti dall’aumento del contributo unificato, pari a 59,7 milioni di euro».

A quanto ammonta l’aumento del contributo unificato? Ecco la differenza tra vecchio e nuovo importo:

Vecchio importo Nuovo importo Valore
43 euro 47 euro per processi di valore fino a 1.100 euro
98 euro 108 euro per processi di valore superiore a 1.100 euro e fino a 5.200 euro
237 euro 261 euro per processi di valore superiore a 5.200 euro e fino a 26.000 euro
518 euro 570 euro per processi di valore superiore a 26.000 euro e fino a 52.000 euro
759 euro 835 euro per processi di valore superiore a 52.000 euro e fino a 260.000 euro
1.214 euro 1.335 euro per processi di valore superiore a 260.000 euro e fino a 520.000 euro
1.686 euro 1.885 euro per processi di valore superiore a 520.000 euro

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